Gruppo S&D

Manca solo un giorno al discorso sullo stato dell'Unione

Domani la Presidente Von der Leyen pronuncerà, in seduta plenaria del Parlamento europeo,  il Discorso sullo Stato dell’Unione. L'evento ha sempre una certa solennità e anche in questo anno particolare sarà seguito con grande attenzione.

Come gruppo S&D le abbiamo inviato una lettera per indicare le nostre 10 priorità politiche:

  1. Unalegge europea completa contro la povertàche affligge parte della popolazione europea e che sembra essere, dopo la pandemia, un fenomeno crescente soprattutto per le donne, i bambini e le persone più fragili;
  2. Un vertice internazionale sullo sviluppo sostenibile e il benessere sponsorizzato dall'UE;
  3. Proposte per sfruttare la transizione digitale e garantire posti di lavoro più equi e una mobilità più equa. Questo è un capitolo cruciale perchè la strategia green deve essere una strategia di equità sociale e, cioè, richiede sforzi, impegno e risorse; 
  4. Proposte di riforma della tassazione e delle regole fiscaliper una effettiva equità fiscale;
  5. Una proposta per introdurre una capacità fiscale permanentedella zona euro;
  6. Una legge sulla biodiversità;
  7. Una direttiva quadro per prevenire e combattere tutte le forme di violenza di genere, perchè la violenza purtroppo cresce e richiede interventi adeguati a livello europeo;
  8. Sviluppo di unefficace meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, perchè purtroppo nel mondo, ma anche in Europa, sono in corso spinte autoritarie ed involuzione della democrazia;
  9. Un quadro credibile per la migrazione legale e i richiedenti asilo, compresa la protezione dei rifugiati afgani;
  10. Un'Unione che parla con una sola voce, agisce come un vero attore globale ed è quindi in grado di proiettare un ruolo positivo nel mondo.
Siamo Impazienti di scoprire se la Presidente  accoglierà queste indicazioni e le inserirà nel suo programma e nel suo discorso.
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Il settore manifatturiero in Italia

Continua il nostro monitoraggio sull'andamento del settore manifatturiero italiano e anche i dati di luglio sono confortanti e costituiscono una solida base a sostegno della tesi che vede questo comparto in un trend di ripresa e non solamente di rimbalzo.

I dati Istat attestano una crescita della produzione manifatturiera italiana nel mese di luglio dell'1,2% rispetto al mese precedente, con uno 0,4% di crescita maggiore rispetto al dato sulla produzione industriale complessiva, nonostante la crisi delle materie prime e semilavorate che facevano temere per la tenuta del comparto.

Anche i dati trimestrali attestano un trend similare e tutto ciò porta a riconoscere l'aumento sostanziale di competitività e produttività del settore manifatturiero che ha registrato un cambio di passo notevole dal 2015 ad oggi, anche grazie all'impatto avuto dal Piano Industria 4.0.

In attesa di ulteriori dati a supporto, si ritiene già prevedibile che l'Italia risulterà tra i Paesi con il piu' forte aumento dell'indice di produzione industriale nel primo semestre del 2021 e, con riferimento allo stesso periodo, potrebbe risultare primo per crescita nella produzione manifatturiera.

In conclusione, si può affermare che la nostra economia, e il comparto manifatturiero in particolare, sono andati oltre al rimbalzo previsto e perseguono la strada di una ripresa molto reattiva, che ci ha riportato velocemente ad attestarci molto vicini ai livelli pre-pandemia.

Per approfondire questo tema, vi invito a leggere l'analisi del Prof. Fortis in questo articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore.
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L'11 settembre non è solo un giorno da commemorare, ma è un evento che ha cambiato la storia del mondo, che dobbiamo ricordare

L'#11settembre è una di quelle date che è entrata violentemente nelle nostre vite e che ha tracciato uno spartiacque nel mondo contemporaneo, aprendo la strada a una crisi sistemica dai confini indefiniti e le cui conseguenze spaziano in diversi ambiti e territori.

A distanza di vent'anni dal terribile attacco alle Torri Gemelle, è ancora vivo in noi quel sentimento di angoscia e di inquietudine, che oggi si riflette nella disperazione delle immagini di donne, bambini e uomini afghani che tentano di fuggire dalla guerra e dalle violenze dei talebani.

Una situazione che, nelle sue complesse dinamiche, deve portarci a riflettere sul tema della difesa della democrazia dalla minaccia terrorista e sulle strategie - più o meno efficaci - che, fino ad ora, sono state messe in campo per garantire un equilibrio geopolitico.

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Un documento importante dall'Europa

Dieci settori strategici di azione politica per rafforzare la capacità e libertà di azione dell'Ue:
  1. garantire sistemi sanitari e alimentari sostenibili e resilienti;
  2. garantire un'energia decarbonizzata e a prezzi accessibili;
  3. rafforzare la capacità nel settore della gestione dei dati, dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie di punta;
  4. garantire e diversificare l'approvvigionamento di materie prime essenziali;
  5. assumere una posizione di primo piano a livello mondiale nella definizione di norme;
  6. creare sistemi economici e finanziari resilienti e adeguati alle esigenze future;
  7. sviluppare e mantenere competenze e talenti in linea con le ambizioni dell'UE;
  8. rafforzare le capacità di sicurezza e difesa e l'accesso allo spazio;
  9. collaborare con i partner globali per promuovere la pace, la sicurezza e la prosperità di tutti; e
  10. rafforzare la resilienza delle istituzioni.
Sono questi i settori chiave individuati dalla Commissione nella Relazione di previsione strategica “Capacità e libertà di azione dell’UE” adottata ieri.

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