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Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD): cosa propone e cosa si dovrà fare.

edifici green

CHIAREZZA E INFORMAZIONI VERE 
di Patrizia Toia - Vicepresidente Commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento Europeo

Non è vero che sarà una patrimoniale, che avrà costi sproporzionati o che ridurrà il valore del patrimonio immobiliare italiano.

Al contrario: il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici sarà un'occasione di sviluppo, di risparmio energetico e di miglioramento del nostro patrimonio immobiliare. Per capirlo, però, non basta fermarsi ai titoli, bisogna capire i dettagli, le deroghe, le opportunità di finanziamento e gli ampi margini di flessibilità a disposizione dei governi.

Mai come in questo caso abbiamo bisogno, di fronte a scelte e atti europei complessi e di cambiamento, di un “bagno di chiarezza” e di informazioni “vere”, perché stiamo subendo da mesi una falsificazione sulle misure della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD), una strumentalizzazione per creare un clima di spavento tra i cittadini, ipotizzando false conseguenze devastanti per i proprietari di abitazioni.

Niente di tutto questo!

Lasciamo, perciò, da parte questi toni allarmisti e guardiamo esattamente le cose come stanno: cioè le misure e le “cose da fare”, soprattutto da parte dei governi nazionali che, invece di dire NO e bloccare il futuro, devono mettere in campo risorse, programmazioni, strumenti e sostegni.

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Europa e Regioni insieme per promuovere ricerca, cultura e innovazione

Chi ha detto che l'Europa è lontana? Con il patto fra Comitato delle Regioni (CdR) e Commissione europea l'Europa è più vicina, conosce meglio i nostri territori e quindi i bisogni di cittadine e cittadini.

La buona notizia, infatti, è che il CdR intensificherà la sua cooperazione con la Commissione nei campi della ricerca, innovazione, istruzione e cultura. Il piano di azione prevede che le regioni parteciperanno alla mappatura degli hub europei di ricerca e sosterranno cinque missioni del programma Horizon, mentre il progetto pilota "Science meets Regions" sarà esteso per sostenere la collaborazione scientifica tra enti locali.

E non è finita qui, perché con il progetto "Education for Climate Coalition" si lavorerà ad una mappatura delle disuguaglianze educative, in particolare per quanto riguarda l'accesso all'e-learning. Si tratta di un risultato davvero molto importante, se pensiamo che oggi il tema dell'innovazione e del divario digitale ci fa misurare con grossissimi disparità, in termini geografici e anagrafici, che si registrano nel nostro Paese.

Bene che l'Europa sia al nostro fianco per migliorare la vita delle persone.
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Renovation wave: la strategia per migliorare il nostro modo di vivere

Vivere in un edificio vecchio e poco efficiente dal punto di vista energetico non significa solo causare danni all'ambiente e accelerare la crisi climatica, vuol dire anche pagare bollette più care.

Ecco perché oggi vi voglio parlare di "Renovation Wave”, ovvero la strategia con cui l'Unione Europea punta a ristrutturare 35 milioni di edifici, a ridurre le emissioni di metano fra il 35 e il 37%, ed a eliminare l’utilizzo di sostanze chimiche dannose nei prodotti di consumo, entro il 2030.

In questo modo l'obiettivo che si raggiunge è triplice: ridurre l'inquinamento, stimolare la ripresa con nuovi posti di lavoro (si stima 160mila in più) e ridurre la povertà energetica.
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Digitale: Europa protagonista della quarta rivoluzione industriale?

Oggi la parola digitale è quasi abusata. Più o meno tutti ne parlano, ma chi entra davvero nel merito? Sono pochi coloro che lo fanno, troppi invece quelli che usano questa parola come uno slogan, fermandosi al livello superficiale e svuotandola dei suoi molteplici significati.

Oggi vorrei dedicarmi ad approfondire due contenuti che hanno fatto segnare all'Europa importanti traguardi. Il primo è il cloud europeo. Una sorta di cassetto nell'etere, nel quale custodire i nostri dati, dove è garantita la totale privacy ad ognuno di noi. Con la realizzazione di una maxi rete, di nome "Gaia X" (che dovrebbe essere operativa a partire dall'inizio del 2021), l'UE non solo fa passi da gigante in termini di autonomia e servizi, ma va verso la conquista di una sua sovranità digitale, oggi purtroppo compromessa dai colossi americani Google e Apple.

Il secondo contenuto riguarda l'intelligenza artificiale e le sue applicazioni. La notizia è la realizzazione di un progetto italo-europeo, ovvero il supercalcolatore "Leonardo", parte del consorzio europeo per il calcolo ad alte prestazioni, più noto come European High Performance Computing Joint Undertaking. Pensate che, una volta operativo, sarà a disposizione dei ricercatori europei, classificandosi come tra i primi cinque computer più potenti e veloci al mondo.

Rileggere la realtà e modificarla attraverso il calcolo? L'Europa ha gettato le basi perché diventi presto realtà e si prepara ad essere la protagonista della quarta rivoluzione industriale.
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