• IL PUNTO

    IL PUNTO

L'Europa dei senzatetto

Si calcola che nei Paesi Ue le persone senza fissa dimora siano 700mila, mentre in Italia, all’inizio del 2020, si contavano circa 50mila senzatetto, ma trattandosi della forma più estrema di esclusione sociale anche i dati sono incompleti e difficili da aggiornare.

Le città fanno da sfondo a una condizione di grave precarietà che oggi è complicata dal coprifuoco e dalle chiusure che contribuiscono all’isolamento e all’abbandono di chi vive per strada. Anche l’assistenza sanitaria è un miraggio per chi, di norma, è escluso da ogni forma di servizio sociale.
  • Il numero di senzatetto nell’UE negli ultimi 10 anni è aumentato del 70%.
  • Il fenomeno dei senzatetto è una delle forme più gravi di povertà, causato da una combinazione di fattori strutturali, istituzionali e personali.
  • I Paesi UE dovrebbero depenalizzare il fenomeno e fornire pari accesso ai servizi pubblici come l'assistenza sanitaria, l'istruzione e i servizi sociali.

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Coronavirus - Global Response

La Commissione ha lanciato diverse azioni specifiche di ricerca e innovazione attraverso Horizon 2020 dall'inizio dell'attuale crisi. Queste azioni riguardano l'epidemiologia, la preparazione e la risposta alle epidemie, lo sviluppo di diagnostica, trattamenti e vaccini, nonché le infrastrutture e le risorse che permettono queste attività di R&I. Al fine di accelerare lo sviluppo di vaccini, nuovi trattamenti, test diagnostici e rafforzare i sistemi medici nella lotta contro il coronavirus, è importante intensificare ulteriormente la mobilitazione di fondi nell'ambito di Horizon 2020 per contribuire alla maratona di impegno Global Response lanciata il 4 maggio 2020.

La tabella seguente fornisce una panoramica completa di tutti i fondi stanziati e pianificati disponibili nell'ambito di Horizon 2020 per contribuire alla maratona di impegno del Coronavirus Global Response. In totale, 1 miliardo di euro è impegnato nell'ambito di Horizon 2020.

Per contribuire a raggiungere gli obiettivi della risposta globale del Coronavirus, sarà mobilitato 1 miliardo di euro nell'ambito del programma faro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, Horizon 2020.

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COVID-19: Roadmap europea per un'uscita comune dal contenimento

La Commissione, ha presentato una tabella di marcia europea per eliminare gradualmente le misure di contenimento dovute alla diffusione del Coronavirus. Le misure sono state efficaci tuttavia, è innegabile che le persone e la nostra economia stanno pagando un costo drammatico e bisogna mettere a punto un piano di rientro graduale verso condizioni di vita e di lavoro meno restrittive.

Tre criteri principali dovrebbero essere considerati per valutare se è giunto il momento di iniziare a rilassare il confinamento: 1) un criterio epidemiologico che dimostri che la diffusione della malattia è diminuita significativamente per un periodo di tempo prolungato; 2) una sufficiente capacità del sistema sanitario, ad esempio in termini di tasso di occupazione delle unità di terapia intensiva, un numero adeguato di letti d'ospedale, l'accesso ai prodotti farmaceutici necessari nelle unità di terapia intensiva, etc; 3) una sufficiente capacità di monitoraggio, compresa la capacità di test su larga scala per individuare e monitorare la diffusione del virus, combinata con la tracciabilità dei contatti e la capacità di quarantena in caso di ricomparsa e di ulteriore diffusione delle infezioni.

Dunque, la tabella di marcia della Commissione può servire proprio a dare una cornice comune di collaborazione, monitoraggio e solidarietà, con raccomandazioni concrete per quegli Stati che si apprestano a entrare nella cosiddetta "Fase 2". Un quadro operativo comune dovrebbe rispettare tre principi fondamentali: 1) L'azione deve essere basata sulla scienza e avere al centro la salute pubblica; 2) L'azione deve essere coordinata tra gli Stati membri: Gli Stati membri sono invitati a nominare singoli punti di contatto per la Commissione europea e i paesi vicini, idealmente come parte di una struttura operativa simile a una Task Force. Una rete europea di tali punti di contatto monitorerà e scambierà informazioni nelle settimane e nei mesi a venire al fine di adattare la risposta alla diffusione del virus e all'impatto nella fase di transizione; 3) Il rispetto e la solidarietà tra gli Stati membri rimane essenziale.

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L'Europa ha battuto un colpo forte!

Si è messa in moto con fatica, ma il colpo che ha battuto è forte! Si è messa in moto con fatica, ma il colpo che ha battuto è forte! 

Forse la crisi, la paura e lo stato di necessità faranno fare ciò che non si è fatto prima:
  1. Un piano di acquisti della BCE di 750 miliardi, che in realtà è di 1120 miliardi, se si sommano ai 120 di giovedì scorso e ai 250 già previsti per questo anno. Ciò per sostenere imprese lavoratori e famiglie. Ci sono due novità: a) la previsione che gli acquisti possano essere selettivi (ad esempio solo per l’Italia) e non solo pro rata, cioè un tot per ogni paese e b) le banche che prenderanno questi prestiti avranno meno vincoli di capitalizzazione e perciò questo credito dovrà senza intoppi e “scuse” arrivare al destinatario;

  2. Una apertura, ormai, secondo me, irrevocabile, a strumenti nuovi come gli EUROBOND che permetteranno di finanziare gli interventi degli Stati, anche in deficit, con emissioni di titoli di debito, coperti da garanzia comune europea. Che siano Eurobond per iniziative a tutto campo o, per ora, CORONABOND, è comunque importante che passino queste proposte, a lungo invano sostenute da tanti illuminati europeisti, uno per tutti Romano Prodi;

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Coronavirus: in Europa si deve cambiare. Le proposte degli eurodeputati PD per agire ora

La diffusione del Coronavirus nel nostro continente sta procedendo a un ritmo allarmante, e giorno dopo giorno aumentano i pericoli per i cittadini e i danni ai sistemi produttivi. In Europa serve un netto cambio di passo: per questo, come eurodeputati del Partito Democratico abbiamo avanzato al Commissario Gentiloni e al Governo italiano un documento con una serie di proposte da adottare a livello europeoper contrastare la diffusione della CoViD-19 e i suoi effetti negativi. Intendiamo metterle a disposizione degli europarlamentari di tutte le forze politiche, sperando possano condividerle e supportarle con noi in ogni sede politica e istituzionale. L’Unione Europea non può stare alla finestra: deve agire mettendo in campo un impegno mai visto prima per rispondere all’emergenza rapidamente e con azioni straordinarie”. 

Oggi  sul fronte sanitario è fondamentale per l’UE e i suoi Stati membri aumentare i fondi per gestire l’emergenza, definire strategie e linee di intervento comune, creare una centrale d’acquisto europea per reperire e smistare i materiali necessari alla prevenzione e alle cure e istituire un Consorzio Europeo di Ricerca sul vaccino per CoViD-19. Ma occorre anche prevedere misure di sostegno all’occupazione e all’economia, massimizzare l’impiego degli spazi fiscali attualmente disponibili nei bilanci di ciascun Paese, impedire il blocco delle merci pur garantendo controlli sanitari, attivare un’indennità europea per i lavoratori, prevedere particolare sostegno per i soggetti più fragili, mobilitare risorse con il Fondo Europeo di Solidarietà e con il Meccanismo di Protezione Civile. È tempo agire velocemente facendo sentire l’azione dell’Europa in un momento drammatico.”

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