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La procedura d’infrazione UE e le vere sanzioni agli operai

Lo avevamo detto ed è successo: ieri la Commissione europea messo nero su bianco il fallimento economico delle politiche della maggioranza giallo-verde e ha proposto l'apertura di una procedura di infrazione per debito eccessivo che ora toccherà al Consiglio approvare entro circa un mese.

Il Paese dei sonnambuli

Com'è già successo in autunno, una parte della classe politica e dell'opinione pubblica italiana fatica ad interpretare correttamente questi passaggi e a comprenderne le conseguenze disastrose. In fin dei conti, si dicono in molti, è dallo scorso autunno che la Commissione europea minaccia procedure di infrazione e ancora non è successo niente: per la vera e propria apertura della procedura c'è ancora un mese (un'eternità per la politica da social istantanei delle forze politiche al Governo) e nella storia dell'UE non si è mai arrivati a far pagare le sanzioni a un Paese per questo tipo di procedure di infrazione.

Del resto lo stesso commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ieri in conferenza stampa ha scandito in italiano “la mia porta resta aperta”. Insomma, in Italia molti si illudono che poi finirà a tarallucci e vino e che oggi quindi non ci sia molto da preoccuparsi. Le cose però sono molto diverse. Quello che è successo ieri ha conseguenze concrete già ora e continuiamo ad andare verso il baratro senza rendercene conto. L'Italia del Governo giallo-verde è un Paese di sonnambuli.

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