• LETTERA DALL'EUROPA

    LETTERA DALL'EUROPA

Questa straordinaria (nel bene e nel male) stagione europea

Prima di lasciarci per una breve vacanza, mi fa piacere condividere con voi qualche osservazione su questa straordinaria (nel male e nel bene) stagione europea.Nel male, perché l’Europa è stata scossa da una fortissima pandemia che ha mietuto vittime umane e ha “piegato” l’economia del Continente.

Nel bene, perché di fronte a questa crisi, la più forte e terribile, forse, dalla nascita dell’Europa stessa, si è reagito prima con alcuni provvedimenti di emergenza, poi con risposte ASSOLUTAMENTE INEDITE, infrangendo alcuni tabù (come l’idea di un debito comune) e affermando uno spirito di solidarietà tra gli Stati membri, frutto sia di scelte ideali che di realistica valutazione che la “sorte di un Paese ha effetti su tutti”. Ci lega dunque un “destino comune” dove non ci si salva da soli, ma ci si salva INSIEME.

Dunque, le risposte economiche alla crisi determinano anche il futuro dell’istituzione europea, la sua “salvezza economica” si intreccia con il completamento del “progetto incompiuto”, portandolo ad una indispensabile maggiore unità e integrazione.

Vorrei perciò commentare questo storico passaggio, le decisioni assunte e condividere con voi qualche osservazione politica e di prospettiva. In fondo alla nota, per sistematicità, darò anche uno sguardo all’indietro e alle prime misure urgenti.

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Sono i Bond europei il nostro obiettivo vitale, il MES è complementare

Si è chiusa una settimana cruciale in Parlamento UE e se ne apre un’altra con un appuntamento fondamentale, cioè la riunione del Consiglio europeo del 23 aprile, da cui ci attendiamo una decisione forte per affrontare e superare la crisi del COVID19.

Una decisione forte richiede: la rapidità, l’adeguatezza del monte delle risorse, ma soprattutto, LO SFORZO COMUNE DI TUTTA L’EUROPA. Solo in un’ottica di solidarietà e di cooperazione, ma anche di convenienza reciproca il nostro continente supererà la crisi più grande da quando è nato.

Tre sono stati i passaggi: 

  • L’Eurogruppo, formato dai Ministri del tesoro che ha chiuso con un documento con decisioni già prese e con proposte da sviluppare;
  • il Parlamento UE che ha approvato una risoluzione con alcuni punti chiave;
  • il Consiglio europeo, cioè il consesso dei capi di Stato e di Governo, cui spettano le decisioni formali.

Sul tavolo ci sono tante proposte per l’immediato e per il futuro e ci sono paesi come l’Italia, la Francia, la Spagna e tanti altri che spingono per un forte piano europeo, altri come l’Olanda, l’Austria e la Finlandia che frenano o si oppongono e la Germania è molto titubante, che “dobbiamo assolutamente portare dalla nostra parte”.

Arrivati a questo punto l’obiettivo fondamentale, direi vitale, per l’Italia è avere un “FONDO PER LA RICOSTRUZIONE” alimentato da obbligazioni (Recovery Bond o Eurobond che siano) garantite dall’Europa, o attraverso il Bilancio Europeo o attraverso i singoli Stati. La garanzia europea rende tali obbligazioni solide e perciò “attrattive” capaci di mobilitare molte risorse.

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Tanto coraggio a Ursula e a tutti noi cittadini europei

Come sapete, questi due mesi dopo le elezioni sono stati dedicati alla ricostituzione degli organi e dei vertici delle Istituzioni europee, arrivando a due importanti risultati: l’elezione di David Sassoli alla Presidenza del Parlamento UE e la “prima” votazione di Ursula Von der Leyen, e dico prima perché per completare l’elezione a ottobre il Parlamento UE dovrà votare lei e l‘intera Commissione europea, dopo aver fatto un ”esame” a ciascun Commissario.

Per quanto riguarda me, sono nuovamente stata eletta come Vicepresidente  della Commissione per  l’industria, la ricerca e l’energia, membro della Commissione per lo Sviluppo e membro delle delegazioni interparlamentari per la cooperazione settentrionale e per le relazioni con la Svizzera e la Norvegia, per le relazioni con i paesi della Comunità andina, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana.

Brevi considerazioni politiche su quanto è accaduto:

 
  1. Innanzitutto la soddisfazione per l’elezione di David Sassoli che sarà una buona opportunità per un’Europa coesa e solidale, ma anche un’opportunità per l’Italia. Chiariamo subito però che questa posizione (che rappresenta l’unico traguardo italiano) non è certo merito del Governo italiano, quanto mai isolato in Europa!
    E’ invece il frutto di una scelta della famiglia progressista e del prestigio che la componente italiana del PD ha conquistato in essa.
    Infatti, nella ripartizione delle “caselle” apicali, fatta dai leader europei, la Presidenza del Parlamento UE spettava ai socialisti e democratici e lì noi italiani del PD abbiamo vinto;

  2. Poi la delusione  perché la regola dello Spizenkandidaten è stata tradita dai Capi di Stato che non hanno indicato per la presidenza della Commissione UE, una delle personalità che i partiti politici avevano proposto agli elettori. Vi ricordate? Erano Weber per i Popolari, Timmermans per i Socialisti e Democratici, Vestager per i Liberali e Ska Keller per i Verdi .
    Questo è stato un vulnus per la delicata democrazia europea, e io insisto su questo punto, anche se so che parecchi la considerano una noiosa lamentela. NO, non è cosi! Abbiamo sempre detto che alcuni cambiamenti erano indispensabili per rafforzare il legame tra gli elettori e le Istituzioni europee ancora percepite troppo lontane e la possibilità che fossero gli elettori a determinare il Presidente era vista come una proposta positiva, come le liste transazionali e altre riforme, che comunque noi riproporremo anche più rafforzate.

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