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Ue, al via il tracciamento comune anti-covid

L'Europa ha messo a segno un importante passo avanti nel contrasto alla pandemia e per la tutela della salute dei cittadini. Da ieri, infatti, è attivo un sistema europeo di tracciamento degli infetti che coinvolge Italia, Irlanda e Germania.

Sappiamo che, assieme ai comportamenti individuali, tracciamento e screening sono le principali armi per combattere la catena delle infezioni, e per questo è fondamentale incoraggiare l'utilizzo di Immuni e aumentare la capacità di eseguire test e tamponi. Una capacità che, purtroppo, nella regione d'Italia più colpita - la Lombardia - non stiamo registrando. È notizia di ieri, infatti, che l'Agenzia deputata alla tutela della salute, l'ATS di Milano, ha dichiarato per bocca del suo direttore di non avere il controllo sui contagi. In queste ore e giorni di grande apprensione arriva, quindi, un segnale positivo di speranza dall'Europa che lavora per consentire l'interoperatività delle applicazioni online.

È necessario fare il possibile affinché ogni cittadino sia avvisato dei rischi ovunque e in maniera repentina.
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Protezione civile UE: interventi più efficaci e rapidi

I deputati hanno approvato in via definitiva la riforma del Meccanismo di protezione civile UE, messo a dura prova nel 2017 e 2018 da incendi boschivi, tempeste e inondazioni. L’obiettivo della nuova legislazione, già concordata informalmente con il Consiglio lo scorso dicembre, è quello di aiutare gli Stati membri a rispondere più rapidamente e con maggiore efficacia alle catastrofi naturali e a quelle provocate dall’uomo, grazie a una condivisione più efficiente dei mezzi della protezione civile.

RescEU - La legge istituisce inoltre, su richiesta del Parlamento, il fondo di risorse “RescEU” che metterà a disposizione mezzi aerei per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza da utilizzare in ogni tipo di emergenza. A seguito di una decisione della Commissione europea, RescEU interverrà qualora gli Stati membri non dispongano di risorse sufficienti per rispondere a una catastrofe.

I deputati sono inoltre riusciti a introdurre misure per rafforzare la rete di conoscenze in materia di protezione civile dell’Unione e facilitare gli scambi tra giovani professionisti e volontari della protezione civile.

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Il Parlamento intitola lo studio radiofonico ai giornalisti assassinati

Il Parlamento ha nominato lunedì uno studio radiofonico in onore di Antonio Megalizzi e Bartosz Orent-Niedzielski, i due giornalisti assassinati durante l'attentato di dicembre a Strasburgo. Due mesi dopo l'attentato, lo studio radiofonico 1 del Parlamento europeo a Strasburgo è stato intitolato ai giornalisti radiofonici Antonio Megalizzi e Bartosz Orent-Niedzielski, assassinati durante l'attentato terroristico dell'11 dicembre 2018 a Strasburgo.

La targa commemorativa è stata svelata dal Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, alla presenza di membri delle famiglie dei due giornalisti.

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Fondi UE: Parlamento respinge la condizionalità macro economica

Il Parlamento europeo ha adottato norme semplificate per gli investimenti 2021-2027 nelle regioni UE e si è opposto alla possibilità di congelare i fondi in funzione degli obiettivi economici nazionali. Le nuove regole sono state approvate mercoledì in Plenaria con 460 voti favorevoli, 170 contrari e 47 astensioni. Devono ancora essere negoziate con i Ministri UE.
 
Queste norme generali, che disciplinano la spesa regionale di coesione e sociale dell'UE per il periodo 2021-2027, sono fondamentali per assicurare la continuazione degli investimenti nelle regioni e nelle comunità dell'UE, e garantire inoltre un maggiore sostegno alle regioni meno sviluppate.
 
Livelli di finanziamento - I deputati sono fermamente convinti che l'attuale livello di finanziamento, pari a 378,1 miliardi di euro (ai prezzi 2018), dovrebbe essere mantenuto nel periodo 2021-2027. Le regioni meno sviluppate continueranno a beneficiare di un sostegno sostanziale dell'UE, con tassi di cofinanziamento fino all'85% (rispetto al 70% proposto dalla Commissione) e una quota del 61,6% dei fondi di sviluppo regionale, sociale e di coesione.

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