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STATO DI DIRITTO IN UNGHERIA: IL PARLAMENTO CHIEDE ALL'UE DI AGIRE

Mercoledì, il Parlamento ha chiesto a larga maggioranza agli Stati membri di determinare, ai sensi dell'articolo 7 del Trattato, se l'Ungheria rischia di violare i valori fondatori dell'UE.

È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio dell'UE ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell'Unione. Questi valori, sanciti dall'articolo 2 del Trattato UE e ripresi nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE, comprendono il rispetto per la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.

I deputati europei chiedono ai paesi dell'UE di avviare la procedura prevista all'articolo 7, paragrafo 1 del trattato UE, sottolineando che, nonostante la disponibilità delle autorità ungheresi a discutere la legalità delle misure approvate, “la situazione non è stata affrontata e permangono molte preoccupazioni".

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APPROVATO IL NUOVO CORPO EUROPEO DI SOLIDARIETA'

In seguito al voto finale di martedì sul Corpo europeo di solidarietà, i giovani potranno fare volontariato o lavorare in programmi di solidarietà a livello europeo.

L'iniziativa, annunciata dal Presidente Juncker durante il discorso sullo Stato dell'Unione del settembre 2016 e avviata ufficialmente nel dicembre 2016, dispone ora di un quadro giuridico. I giovani dell’UE potranno partecipare a un'ampia gamma di attività legate alla solidarietà, come l'istruzione, la salute, la protezione dell'ambiente, la prevenzione delle catastrofi, la fornitura di prodotti alimentari e non, e l'accoglienza e l'integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo.

375,6 milioni di euro a sostegno della solidarietà e del volontariato in Europa

È stato approvato un bilancio complessivo, per il periodo 2018-2020, di 375,6 milioni di euro, di cui il 90% destinato al volontariato e il 10% alla parte occupazionale del programma. La Commissione europea ha proposto complessivamente 1,26 miliardi di euro per il prossimo esercizio finanziario 2021-2027.

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L’ASSEMBLEA EUROMEDITERRANEA STABILISCE LA SEDE PERMANENTE A ROMA

Il Presidente e il Vice Presidente del PE, Antonio Tajani e David Sassoli, esprimono soddisfazione per la scelta di Roma quale sede del Segretariato dell’Assemblea Euromediterranea.
 
"Dobbiamo lavorare per rilanciare l’Assemblea Euromediterranea che può giocare un ruolo chiave nella stabilità del Mediterraneo, a cominciare dalla Libia, dove va sostenuto il processo verso le elezioni e il rafforzamento dello Stato. Voglio ringraziare il Vice Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, per il lavoro che ha portato alla scelta di Roma come sede permanente del Segretariato dell’Assemblea Euromediterranea. Questa scelta integra tutti i criteri di qualità ed efficacia richiesti dall’Assemblea stessa”, ha dichiarato il Presidente Tajani a seguito della riunione del Bureau Euromed che si è tenuto oggi nella sede del Parlamento europeo.
 
“La scelta di istituire il Segretariato permanente Euromed a Roma è un successo della Presidenza del Parlamento europeo e una grande occasione di rilancio della politica per il Mediterraneo. Abbiamo bisogno di rafforzare il dialogo fra i Paesi delle sponde nord e sud del Mediterraneo per affrontare le grandi sfide che abbiamo davanti: immigrazione, sicurezza, crescita economica.

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SICUREZZA ALLE FRONTIERE: NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO PREVENTIVO

In base alle nuove norme approvate dal Parlamento giovedì, i cittadini extracomunitari esenti dall'obbligo di visto dovranno ottenere un'autorizzazione prima di recarsi nell'Unione europea. Il nuovo sistema europeo d'informazione e autorizzazione di viaggio (ETIAS), che dovrebbe essere operativo nel 2021, consentirà controlli avanzati sui viaggiatori esenti dall'obbligo del visto. Inoltre, i viaggiatori che possono rappresentare un rischio per la sicurezza, ad esempio in caso di immigrazione irregolare o elevato rischio epidemico, si vedranno negare l'accesso.
 
I cittadini degli oltre 60 paesi e territori esenti dall'obbligo del visto che entrano nell'UE dovranno compilare un modulo elettronico prima del viaggio previsto, con i loro dati personali (compresi nome, data e luogo di nascita, sesso e nazionalità), le informazioni sui documenti di viaggio (validità, paese di rilascio), l’indirizzo di residenza e le informazioni di contatto, e il paese europeo in cui è previsto il primo ingresso.
 
Precedenti penali e viaggi nelle zone di conflitto - Il richiedente dovrà inoltre informare le autorità di qualsiasi condanna per reati gravi (quali terrorismo, sfruttamento sessuale dei bambini, tratta di esseri umani o traffico di stupefacenti, omicidio e stupro), del soggiorno in specifiche zone di guerra o di conflitto, nonché di qualsiasi precedente decisione amministrativa di lasciare il paese, nel corso degli ultimi dieci anni.

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