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FONDO INDUSTRIALE UE PER FINANZIARE PROGETTI DELLA DIFESA

Con un bilancio di 500 milioni di euro per il biennio 2019-2020, il nuovo Programma europeo di sviluppo industriale per la difesa (EDIDP) contribuirà a finanziare lo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti, per rendere l’UE più indipendente e garantire un uso più efficiente dei fondi nel settore della difesa Chi può partecipare? L’Unione cofinanzierà i progetti realizzati dai consorzi di almeno tre imprese pubbliche o private con sede in almeno tre diversi Stati membri dell’UE.
 
Per ottenere i contratti, i promotori dovranno dimostrare il contributo all’eccellenza, all’innovazione e alla competitività del proprio progetto. I progetti specificatamente dedicati alle PMI (piccole e medie imprese) e alle Mid-Caps (ovvero, le imprese che non rientrano nelle PMI ma impiegano fino a 3.000 dipendenti), così come le azioni nel quadro della PESCO, beneficeranno di tassi di cofinanziamento più elevati. Che cosa si può finanziare? Il Programma europeo di sviluppo industriale della difesa finanzierà le fasi che vanno dalla ricerca alla produzione di nuovi e avanzati strumenti di difesa all’interno dell’UE, dagli studi alla progettazione, fino ai test e alle fasi di certificazione e sviluppo, in settori quali:

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LIBIA: MISURE PER COMBATTERE IMMIGRAZIONE E TERRORISMO

Un governo di ampio consenso nazionale e strumenti di cooperazione e sviluppo economico sono necessari per affrontare immigrazione e terrorismo, affermano i deputati.Una stabilità politica della Libia è essenziale per affrontare il fenomeno migratorio da un lato, combattere il terrorismo dall’altro, hanno affermato i deputati nelle loro raccomandazioni al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l’azione esterna. Promuovere il dialogo e lo sviluppo economico - Devono essere i libici a decidere la forma che assumerà il loro Stato, hanno ribadito i deputati, i quali chiedono di sostenere il processo in corso per lo svolgimento di una conferenza nazionale in Libia volta a raggiungere un accordo tra le diverse parti sulle prossime tappe per completare la transizione.
 
I deputati sostengono anche le elezioni nel 2018, da svolgersi non appena una nuova costituzione sarà adottata. Inoltre, per combattere il terrorismo e la criminalità, i deputati hanno chiesto l’uso di strumenti di intelligence, ma anche la promozione di programmi per la sanità e l’istruzione, che promuovano il dialogo e la convivenza pacifica e progetti di sviluppo economico per offrire, soprattutto ai giovani, un’alternativa ai traffici illegali.

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PORRE UN FRENO AL LAVORO PRECARIO

Il Parlamento europeo ha adottato giovedì una risoluzione che invita la Commissione europea e gli Stati membri a combattere il lavoro precario e l’uso abusivo dei contratti di lavoro a tempo determinato nel settore pubblico e privato dell’UE. La risoluzione segue una serie di petizioni ricevute dal Parlamento che hanno segnalato contratti e accordi di lavoro illegali, presunti e sleali, provenienti da tutta l’UE. Necessità di maggiori ispezioni - Gli Stati membri devono contrastare le forme di lavoro precario, come i cosiddetti contratti a “zero ore”, e garantire che il precedente stabilito dalla Corte di giustizia dell’UE (rispetto a un caso italiano) in materia di diritto del lavoro sia rispettato in modo coerente. Un contratto “a zero ore” è un accordo di lavoro che non prevede un numero minimo di ore di lavoro garantite.
 
Le ispezioni sul posto di lavoro sono inoltre necessarie affinché i lavoratori soggetti a contratti temporanei o flessibili possano beneficiare almeno della stessa protezione degli altri lavoratori. L’interpretazione della Corte UE che ribadisce come i contratti a tempo determinato ripetuti dovrebbero essere tramutati in contratti a tempo indeterminato, deve essere adeguatamente rispettata da tutti i Paesi UE e coerentemente inserita nei rispettivi quadri giuridici.

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ANTIDUMPING: DIFESA COMMERCIALE PIU' FORTE CONTRO LE IMPORTAZIONI SLEALI

Grazie alle nuove regole approvate mercoledì, l'UE saprà meglio tutelarsi contro le importazioni ingiustamente a buon mercato e combattere il dumping ambientale e sociale. Grazie a un accordo informale del dicembre 2017, approvato oggi dal Parlamento in via definitiva, sarà possibile introdurre dazi doganali più elevati sulle importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni statali, allo scopo di proteggere meglio i posti di lavoro e le imprese dell'UE. Le misure concordate hanno lo scopo di difendere gli interessi europei contro le pratiche commerciali sleali di Paesi non-UE con un’economia di mercato, e completano la struttura della difesa commerciale europea insieme alle regole antidumping recentemente approvate che si concentrano su Paesi non UE che interferiscono pesantemente nell'economia.

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