Schede informative

Iniziamo una serie di schede, con riferimenti giuridici ma anche con riferimenti legati al dibattito politico e culturale, relative a temi di grande rilevanza sociale su cui l’Europa sta adottando scelte e scrivendo norme che delineeranno un orizzonte di scelte di standard che l‘ Europa auspica possano diventare di riferimento globale.

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Brevetto unificato europeo

Dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, una delle sedi del Tribunale Unificato dei Brevetti deve essere riassegnata e Milano è in corsa, dopo che il Governo l’ha ufficialmente candidata.

E’ un obiettivo molto importante che potrebbe offrire a Milano un’opportunità in termini di innovazione scientifica, di produzione industriale e anche in termini di sviluppo delle opportunità professionali giuridiche perché naturalmente la sede del TRIBUNALE dovrà affrontare contenziosi, cause relative e controversie sia sui brevetti tradizionali che sui nuovi brevetti che hanno effetto unitario. 

Va sottolineato che la sede da riassegnare è quella che, fino alla Brexit, era la sezione inglese specializzata in chimica farmaceutica e life sciences.

E’ evidente che Milano, oltre al criterio previsto dell’alto numero di brevetti depositati, si presenta con i migliori titoli, perché a Milano (e nell'area) vi sono grandi realtà di ricerca e innovazione in campo sanitario (si pensi alla realtà degli Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico, gli IRCSS), vi sono Università tra le prime in Europa e inoltre c’è un alto e diffuso livello di innovazione tecnologica e realtà imprenditoriali di primo piano proprio nei settori farmaceutici e chimici.

Si parte dunque bene, con le carte in regola, ma come sempre queste battaglie sono percorsi irti di ostacoli da superare. E’ importante capire il quadro giuridico e lo stato di fatto nel quale inserire il percorso per l’assegnazione a Milano di una delle sedi del Tribunale Unificato dei Brevetti.

LA NASCITA DEL TRIBUNALE UNIFICATO DEI BREVETTI

Sulla materia brevettuale, per superare la frammentazione e le difficoltà conseguenti dei brevetti europei 'classici', è nato un pacchetto di proposte cosiddetto 'pacchetto Brevetti' che ancora, però, non è del tutto implementato. Da lì nasce la proposta del brevetto europeo unificato e da lì anche la proposta del TUB. 

Il Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB) è stato istituito dall’Accordo di cooperazione rafforzata del Consiglio dell’Unione Europea, firmato da 25 Stati membri (rimangono esclusi Spagna e Croazia) in data 19 febbraio 2013. L'Italia, sbagliando, non ha aderito subito alla cooperazione rafforzata ma poi ha rimediato aderendo in un momento successivo. 

L'accordo prevede:

  • l’attuazione di un sistema brevettuale unitario (SBU), già inserito nel Regolamento UE n. 1257/2012;
  • la creazione di uno sportello unico per le imprese che semplifica la brevettazione in UE. 

Inoltre, aumenta la trasparenza e comporta la possibilità di contenzioso centralizzato dinanzi ad un nuovo Tribunale Unificato dei Brevetti.

Si può affermare, quindi, che l’istituzione di un sistema unificato di risoluzione delle controversie discende dalla decisione europea di prevedere dei brevetti europei unificati, che fornisce tutela al proprietario del brevetto stesso in tutti gli Stati membri partecipanti all’Accordo di cooperazione rafforzata, semplificando così, da un lato, la procedura di ottenimento e, dall’altro, eliminando la necessità, complessa e onerosa, di avviare una procedura di convalida nazionale in ciascuno degli Stati in cui si desidera tutelare quella specifica proprietà intellettuale. 

In aggiunta, questa tipologia di brevetto, che fonda le sue radici nel principio di uniformità del diritto, evita anche procedure frammentate sul sistema delle tasse di rinnovo, prevedendo una procedura unica, con tassi allettanti per i primi dieci anni e con un risparmio previsto anche sui costi indiretti.

Infatti, la modalità legata al brevetto 'classico' era ed è, per chi volesse mantenere questa scelta, qualcosa di ripetitivo, complicato e costoso. 

La nuova tipologia di brevettazione si aggiunge, va ribadito, alla possibilità, già prevista in precedenza, di brevetto europeo classico convalidato e di brevetto nazionali, pur mantenendo la caratterizzazione di convenienza, economica ed effettiva, come sopra menzionato.

Il Tribunale Unificato dei Brevetti avrà giurisdizione sulle controversie relative sia ai brevetti unificati, che ai brevetti europei semplici e ai Certificati Protettivi Complementari (CPC). 

Assolverà, quindi, alla funzione di armonizzazione dei diritti conferiti dai brevetti ed avrà giurisdizione esclusiva sui brevetti europei, superando l’attuale complessità di far valere le pretese derivanti da tali brevetti in ciascuno Stato membro assoggettandosi alle decisioni dei singoli Tribunali e Autorità nazionali.

 L’implementazione del sistema brevettuale unitario si pone quindi come strumento fondamentale per la ripresa e lo sviluppo industriale europeo, andando ad agire in tutti quei settori che traggono i maggiori benefici da ricerca e innovazione.

Tra questi, il settore dei medicinali e dei fitosanitari ha a disposizione uno strumento aggiuntivo collegato ai brevetti, ovvero i Certificati Protettivi Compementari, che offrono un periodo supplementare di protezione della proprietà intellettuale per i prodotti che sono soggetti a lunghe sperimentazioni cliniche. Anche questo strumento, al momento attuale, è sottoposto al regime frammentato degli Stati membri, producendo gli stessi effetti negativi in termini di efficienza e prevedibilità dei procedimenti già descritti per lo strumento del brevetto.

A tal riguardo, la Commissione sta valutando la possibilità di introdurre un meccanismo unificato di rilascio dei CPC e/o la creazione di un titolo unitario per i suddetti certificati.

LO STATO ATTUALE

Il TUB è composto da un Tribunale di primo grado, a sua volta articolato in una divisione centrale e diverse divisioni locali e regionali, una Corte d’Appello e una cancelleria.

Al momento, la divisione centrale ha sede a Parigi e due sezioni distaccate a Londra e Monaco.

La sede oggetto di attualità, dunque, è la sezione situata in Gran Bretagna, specializzata in chimica farmaceutica e life sciences, che deve trovare una nuova collocazione e a seguito dell’uscita dell’Inghilterra dall’Unione europea con Brexit.

Milano è stata candidata dal Governo italiano per ospitare la sede di questa sezione, questa sarebbe certamente una grande opportunità per la città e per il Paese, che vanta il più elevato numero di brevetti depositati, insieme a Francia e Germania (anche se negli ultimi anni questo 'terzo podio' ci è stato insidiato dall'Olanda).

Per quanto riguarda il sistema brevettuale unificato, attualmente la sua effettiva implementazione è bloccata, in attesa che venga completato il processo di ratifica dell’Accordo TUB da parte di tutti i Paesi firmatari.

L’ultimo Stato ad averlo ratificato è la Germania, a settembre 2021, dopo che la Corte costituzionale nazionale si è pronunciata, perché il sistema costituzionale tedesco implica, come abbiamo visto a volte in materia fiscale e finanziaria, questa pronuncia per finalizzare l'atto. 

LE PROSSIME TAPPE

Il processo di ratifica dell’Accordo TUB si dovrebbe concludere con la finalizzazione della procedura nazionale austriaca, prevista per il 2 dicembre 2021. A quel punto la Commissione europea, in sinergia con gli Stati membri e l’Ufficio europeo dei brevetti, lavorerà per rendere operativo il sistema brevettuale unitario e cercherà di incoraggiare l’adesione degli Stati che finora non hanno aderito al nuovo sistema.

Si presume, quindi, che il sistema brevettuale unitario venga reso effettivo intorno alla metà del 2022, ma sul fronte della ricollocazione della sede di Londra del TUB, alcuni importanti attori stanno già facendo alcune mosse per tentare di rafforzare la propria posizione.

In particolare, l’asse franco-tedesco punterebbe a 'spartirsi' la sezione in questione tra  Parigi e Monaco, indebolendo in questo modo la candidatura della città italiana.

Tecnicamente, successivamente alla ratifica da parte dell’Austria. Il Tribunale dei Brevetti potrà seguire due strade distinte: una 'spartizione' temporanea tra le sedi francese e tedesca, oppure un assegnazione definitiva in una nuova località.

Certamente, la seconda opzione è quella maggiormente auspicabile per il nostro Paese. Il Governo Draghi e il Sindaco Sala stanno tenendo monitorata la situazione e ogni sforzo, a tutti i livelli, deve essere indirizzato in questa direzione, con un attento presidio in tutti i luoghi decisionali che riguardano la rilocalizzazione del Tribunale dei Brevetti.

La battaglia non sarà semplice e si giocherà anche e soprattutto sul piano politico. 

Milano è la sede giusta e l'impegno di tutti sarà deciso e costante.

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