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Strategia industriale europea e nuova strategia per le PMI

L’Europa ha sempre avuto un primato nel settore dell’industria: per citare Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea: "L'industria europea è il motore della crescita e della prosperità in Europa. Un motore che dà il massimo quando alimentato dagli elementi che ne costituiscono la forza: i cittadini e le loro idee, talenti, diversità e spirito imprenditoriale.”

Negli anni, l’industria si è dimostrata capace di guidare i cambiamenti e di innovarsi continuamente, affrontando ogni sfida. L’industria si trova oggi ad affrontare un nuovo momento di svolta, mentre l’Europa avvia una duplice transizione, verso la neutralità climatica e verso la leadership digitale, con tante sfide a livello globale.

La Commissione europea, con la nuova strategia industriale europea lanciata il 10 marzo 2020, è pronta ad avviare e rafforzare un percorso affinché le imprese europee possano affrontare le sfide mondiali, garantendo competitività, resilienza, circolarità, digitalizzazione e verde.

industria europea

Il tessuto industriale dell’Unione Europea ha soprattutto una caratteristica che lo rende unico nel panorama globale: il 99% delle imprese sono piccole e medie imprese (PMI). Una ricchezza, in materia di versatilità e maggiore rapidità di sviluppo, che dobbiamo tutelare, anche a fronte della crisi economica che affronteremo dopo il dramma del Covid-19, garantendo però che non vengano meno gli impegni presi, soprattutto quelli di sostenibilità: un’industria più verde non è un lusso per periodi di ricchezza e benessere, ma un obiettivo imprescindibile che garantisce valore alle nostre imprese e maggiore competitività. Per questo, insieme alla strategia industriale europea, la Commissione ha previsto una Strategia per le PMI.

LA STRATEGIA INDUSTRIALE EUROPEA

Teniamo bene a mente alcuni dati: l’industria europea rappresenta il 20% del valore aggiunto dell’Europa, occupa 35 milioni di lavoratori e l’80% delle esportazioni.

Perciò sono tre gli assi di sviluppo della strategia industriale europea:

  • La transizione verde, che passa attraverso il Green Deal europeo, e che si pone l’ambizioso obiettivo, entro il 2050, che l’Europa diventi continente a impatto climatico zero.
  • La transizione digitale: la nostra esperienza mostra sempre di più come le tecnologie digitali stiano trasformando il nostro modo di lavorare, il nostro modo di vivere, le imprese in ogni loro dimensione: è una via di crescita e sviluppo.
  • Infine, dobbiamo mantenere la competitività globale: non bastano la transizione verde e quella digitale, sono necessarie le giuste condizioni che permettano, ad esempio, di trasformare le idee in prodotti e servizi.

Sono diversi i fattori fondamentali per realizzare la trasformazione industriale: innanzitutto, oltre al sostegno nella transizione verde per le imprese e i lavoratori, il sostegno a un’economia più circolare. Servono maggiore integrazione dello spirito di innovazione industriale e un mercato unico più digitale e approfondito, con investimenti finanziari ingenti.

Per il raggiungimento di questi obiettivi la nuova strategia industriale per l’Europa del 10 marzo individua alcune azioni:

  • Un piano di azione sulla proprietà intellettuale volto a difendere la sovranità tecnologica, a promuovere condizioni di parità a livello mondiale, a lottare meglio contro il furto di proprietà intellettuale e ad adattare il quadro giuridico alla transizione verde e digitale;
  • Il riesame delle norme dell'UE in materia di concorrenza;
  • Prevedere l’adozione di un libro bianco per contrastare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere nel mercato unico e affrontare il problema dell'accesso di soggetti esteri agli appalti pubblici e ai finanziamenti dell'UE e l’azione per rafforzare le norme mondiali in materia di sovvenzioni all’industria nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO);
  • Misure complessive per modernizzare e de-carbonizzare le industrie ad alta intensità energetica, per sostenere le industrie della mobilità sostenibile e intelligente, per promuovere l'efficienza energetica e garantire un approvvigionamento sufficiente e costante di energia a basse emissioni di carbonio a prezzi competitivi;
  • Garantire l'approvvigionamento di materie prime essenziali, mediante un piano di azione per le materie prime essenziali e prodotti farmaceutici, sulla base di una nuova strategia farmaceutica dell'UE, e sostenendo lo sviluppo di infrastrutture digitali strategiche e di tecnologie abilitanti fondamentali;
  • Un'alleanza per l'idrogeno pulito, per accelerare la de-carbonizzazione dell'industria e mantenere la leadership industriale, seguita da un'alleanza per industrie a basse emissioni di carbonio e un'alleanza su cloud e piattaforme industriali e sulle materie prime;
  • Ulteriori norme e orientamenti in materia di appalti pubblici verdi;
  • Una rinnovata attenzione all'innovazione, agli investimenti e alle competenze.
  • Questa strategia funzionerà solo se le imprese, il mondo accademico e i centri di ricerca e le istituzioni europee e degli Stati membri uniranno le loro forze, creando ecosistemi.

    Un altro strumento che ha mostrato i suoi effetti e ha prodotto buoni risultati è quello delle cd. Alleanze industriali, ad esempio la “European Battery Alliance”: iniziative volte a un confronto fra mondo delle istituzioni e realtà delle imprese in specifici settori strategici e di attività fondamentali.

    La European Battery Alliance, lanciata a ottobre 2017, unisce la Commissione europea, i paesi UE interessati, la Banca europea per gli investimenti e i principali soggetti industriali ed attori dell'innovazione coinvolti. L'obiettivo immediato è quello di creare una catena del valore manifatturiero altamente competitiva con, al centro, le celle per batterie sostenibili: infatti per evitare una dipendenza tecnologica dai nostri concorrenti e capitalizzare al meglio il lavoro, la crescita e il potenziale di investimento delle batterie, l'Europa deve muoversi rapidamente. Secondo alcune previsioni, l'Europa potrebbe conquistare un mercato delle batterie fino a 250 miliardi di euro all'anno a partire dal 2025. La European Battery Alliance è lo strumento con cui l’Unione Europa si lancia per stare al passo, anzi superare, i propri concorrenti.

    La finalità delle Alleanza industriali in generale è quella di offrire strumenti di finanziamento per progetti specifici con lo scopo di attirare capitali privati in quantità maggiore rispetto all’investimento fornito.

    Sulla scia del successo del modello delle alleanze industriali, sarà lanciata una nuova alleanza europea per l’idrogeno pulito: seguiranno l’alleanza per industrie a basse emissioni di carbonio, l’alleanza per il cloud e le piattaforme industriali e l’alleanza per le materie prime.

    UNA NUOVA STRATEGIA PER LE PMI

    La strategia lanciata il 10 marzo 2020 prevede anche un aiuto e un rafforzamento del cuore pulsante dell’industria europea, le PMI. In Europa, ci sono oltre 25 milioni di piccole e medie imprese che contribuiscono per il 50% del PIL europeo e per il 50% svolgono attività di innovazione: spaziano in tutte le attività e in tutti i settori e due posti di lavoro su tre sono nelle PMI, dalle più innovative FinTech e startup alle tradizionali imprese artigiane.

pmi grafico

L’UE procederà al sostegno delle PMI in tre direzioni:

  • La duplice transizione sostenibile e digitale
  • Libero esercizio dell’attività d’impresa nel mercato unico e oltre, in particolare riducendo la burocrazia
  • Migliore accesso ai finanziamenti.

In merito ai temi della transizione sostenibile e digitale, i numeri oggi non offrono grande conforto: purtroppo solo il 25% delle PMI dell’Unione offre servizi o prodotti verdi e il 17% delle PMI ha integrato con successo le tecnologie digitali.

Cosa propone la Commissione? La designazione di consulenti per la sostenibilità, nell’ambito della rete Enterprise Europe, con il compito di aiutare le PMI ad affrontare le sfide ambientali e sociali e a migliorare l’accesso alle competenze. Fino a 240 poli dell’innovazione digitale forniranno consulenza alle PMI su come integrare le innovazioni digitali nei prodotti, nei modelli di business e nei processi aziendali. Infine, il Consiglio europeo per l’innovazione (CEI) metterà a disposizione 300 milioni di € a partire dall’anno prossimo per incoraggiare innovazioni pionieristiche che permettano di conseguire gli obiettivi del Green Deal.

In merito al secondo punto, invece, bisogna abbattere le barriere interne al mercato unico ancora esistenti, garantendo partenariati transfrontalieri, coordinando e migliorando le norme esistenti, sostenendo gli Stati membri nell’attuazione della direttiva sui ritardi nei pagamenti e sviluppare uno standard con i Paesi al fine di accelerare la crescita di PMI e start up.

Infine, migliorare l’accesso ai finanziamenti mediante due misure:

  • Creazione di un Fondo specializzato nelle offerte pubbliche iniziali per le PMI, con investimenti erogati tramite un nuovo fondo pubblico-privato istituito nel quadro del programma InvestEU, e varare un’iniziativa finanziaria intelligente sotto il profilo del genere che stimoli i finanziamenti alle imprese e ai fondi guidati da donne.
  • L’iniziativa ESCALAR, un meccanismo per accrescere le dimensioni dei fondi di capitale di rischio e attrarre investimenti privati.

FONTI:

Commissione Europea: https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-industrial-strategy_it

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