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La newsletter degli Eurodeputati PD – Aprile 2019

Questa settimana a Strasburgo si è tenuta l’ultima sessione plenaria della legislatura. Abbiamo approvato normative importanti come quella che impone standard minimi per i lavoratori della cosiddetta “gig economy”, tra cui i rider che consegnano le pizze, il nuovo piano UE per gli investimenti, che raddoppia le cifre di uno dei nostri maggiori successi, e il rafforzamento della Guardia costiera europea che entro il 2027 arriverà a 10 mila effettivi.

Questa settimana però è stata anche il momento degli scatoloni per svuotare gli uffici, degli addii, per salutare i colleghi, e dei bilanci. In questa legislatura abbiamo ottenuto molti risultati concreti, ma per arrivare all’Unione europea che vogliamo e a un’Unione europea che sia in grado di rispondere pienamente alle aspettative e alle esigenze dei cittadini resta ancora molto lavoro da fare. Molte delle cose ottenute infatti sono importanti perché hanno segnato un primo passo, un’inversione di tendenza, rispetto al business as usual della vita comunitaria.

Penso alla flessibilità strappata ai difensori dell’austerità, o al piano degli investimenti, ottenuto contro il volere di chi pensa che l’Ue debba limitarsi a dare regole. Si tratta di primi passi importanti a cui però ora bisogna far seguire delle riforme profonde. 
Da un punto di vista politico il Partito Democratico ha una missione da compiere, oltre a quella di difendere le conquiste dell’integrazione di fronte all’avanzata dei sovranisti: dobbiamo spostare a sinistra il baricentro dell’Unione europea.
Molte delle innovazioni di questa legislatura, infatti, sono stata negoziate e conquistate contro il volere della maggioranza conservatrice che da sempre domina la vita comunitaria ed esprime la maggioranza delle figure di vertice dell’Ue. 

Quando si tratta di votare le iniziative più federaliste, come le liste transnazionali o le misure di solidarietà di bilancio, i voti dei conservatori mancano sempre e il Gruppo dei Socialisti e Democratici si trova al centro di un fronte progressista largo che va dalla Sinistra Unitaria e i Verdi ad alcune frange dei Liberali, da Tsipras a Macron.

Nel prossimo Parlamento europeo il Gruppo dei Socialisti e Democratici deve essere il motore di questo fronte progressista, senza per questo togliere nulla alla nostra identità di centrosinistra. Se c’è un Partito in Europa che può guidare questo fronte è il Partito Democratico, che rappresenta un’eccezione e un’eccellenza nel Continente e all’interno del Gruppo S&D. Siamo infatti l’unico partito capace di mobilitare un milione e 600 mila persone nella scelta della nostra leadership e siamo l’unico partito che è stato capace di fondere insieme tradizioni riformiste diverse.

Spostare a sinistra il baricentro dell’Unione europea è fondamentale per realizzare molte delle riforme messe in cantiere in questa legislatura come riposta alla crisi economica. Oggi l’Unione europea è attaccata da tutti i fronti, interni ed esterni, dalle forze sovraniste e populiste alle potenze straniere che finanziano queste forze, e le elezioni europee di maggio si presentano come un grande bivio della storia.

Toccherà ai cittadini dire da che parte andare. In gioco ci sono le conquiste di settant’anni di pace e di benessere e i diritti e le libertà che fanno dell’Ue un faro di civiltà senza eguali nel mondo.

Un progetto che merita e ha bisogno di essere rilanciato per il bene dei cittadini italiani e di tutti i cittadini europei.

Scarica e diffondi la newsletter di marzo degli eurodeputati:

Newsletter eurodeputatiPd aprile2019 1




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