Schede informative

Iniziamo una serie di schede, con riferimenti giuridici ma anche con riferimenti legati al dibattito politico e culturale, relative a temi di grande rilevanza sociale su cui l’Europa sta adottando scelte e scrivendo norme che delineeranno un orizzonte di scelte di standard che l‘ Europa auspica possano diventare di riferimento globale.

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GREEN DEAL: energia, emissioni e prodotti sostenibili

Tra le iniziative previste nella Strategia del Green Deal, rese ancor più urgenti e necessarie dalle difficoltà dell’approvvigionamento energetico, dall’esigenza di un aumento della efficienza energetica e della completa realizzazione dell’economia circolare, si colloca quella sui PRODOTTI SOSTENIBILI.

Si tratta, nello specifico, di un Regolamento, approvato dalla Commissione europea a marzo, e ora all’esame del Parlamento, in particolare alla Commissioni parlamentari ITRE, ENVI e IMCO.

L’impostazione è coerente a quella della attuale “DIRETTIVA sulla PROGETTAZIONE ECOCOMPATIBILE” che si è rivelata utile e appropriata sia per il mondo industriale e manifatturiero che per gli obiettivi ambientali, ed ha inoltre messo in moto e sviluppato le potenzialità dell’innovazione tecnologica per rispondere al meglio alle caratteristiche e ai requisiti della nuova progettazione.

Innanzitutto va precisato a quali prodotti si affiancherà questa regolamentazione.

Tutti i beni fisici che devono essere immessi sul mercato o messi nei servizi e anche per quelli intermedi saranno fissate regole specifiche. Prodotto per prodotto.

Al momento vengono esclusi i settori alimentari e i medicinali per i quali ci sono normative specifiche.

Per gli altri prodotti, la COMMISSIONE ha già svolto una verifica preliminare ed ha individuato come prioritarie le seguenti categorie di prodotti:

  • Prodotti tessili
  • Mobili
  • Materassi
  • Pneumatici
  • Detergenti, vernici e lubrificanti

Per i prodotti intermedi:

  • Ferro
  • Acciaio
  • Alluminio

Ecco dunque la “prima fila” dei prodotti da regolamentare.

Per tutti gli altri comparti sarà avviata una Consultazione pubblica (da concludere a fine 2022) per valutare quali considerare prioritari nel “Piano di lavoro del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili”.

La consultazione pubblica garantirà che le scelte siano trasparenti e che la metodologia selettiva sia condivisa e coinvolga le parti economiche e sociali.

L’approccio sarà su due livelli:

  • Un approccio per singola tipologia di prodotto (per le caratteristiche specifiche)
  • E un approccio per gruppi di prodotto, laddove quei prodotti abbiano caratteristiche simili o affini o comuni.

E’ da sottolineare, infine, che le regole saranno riferite sia ai prodotti fabbricati in Europa che a quelli importati.  

Una normativa siffatta è da alcune componenti (politiche ed economiche) considerata troppo “intrusiva” nel mondo manifatturieri, ma si tratta di posizioni isolate e minoritarie, perché la stragrande maggioranza delle opinioni, anche del mondo produttivo, considera con grande apprezzamento questo filone normativo perché:

  • Risponde ad esigenze ambientali non più rinviabili
  • Promuove l’aggiornamento, l’innovazione e il miglioramento tecnologico delle imprese, anche delle PMI (se opportunamente sostenute)
  • Porta a risultati economici di efficienza assai importanti
  • Consente di rispondere alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime con recupero, riuso e riciclo delle sostanze
  • Permette di ridurre il volume di rifiuti, con relativi risparmi
  • Aiuta a mantenere, grazie all’innovazione tecnologica e all’economia circolare, la posizione di leadership di alcuni settori manifatturieri europei nella competizione globale e, anzi, consente di creare nuove opportunità economiche
  • Riduce la dipendenza europea in termini di risorse.

In tutto ciò è importante agire “a partire dai prodotti” fabbricati perché contengono molti materiali, richiedono molta energia e altre risorse, hanno grandi impatti ambientali e su tutto questo insieme è possibile operare grandi miglioramenti.

L’approccio del Regolamento è do agire su tutto il ciclo di vita del prodotto:

  • dall’estrazione delle materie prime
  • alla fabbricazione
  • al trasporto
  • all’uso
  • al fine vita.

Pensiamo, ad esempio, che proprio il 90% della perdita di biodiversità e metà delle emissioni globali di gas a effetto serra sono proprio causati dall’estrazione e dall’utilizzo delle materie prime.

Ecco una considerazione illuminante per capire che è ora di agire per modificare questo stato di cose, cambiando le “regole di questo processo” che è incentrato su "prendere-produrre-consumare-gettare". 

Primo obiettivo dunque è che la prassi comune in Europa sia di avere PRODOTTI SOSTENIBILI a partire dalla progettazione degli stessi, normando, al di là delle discipline settoriali già esistenti, con un “framework generale” in modo armonizzato per tutti i paesi UE, per scongiurare quella frammentazione dannosa introdotta dalle diversità nazionali di legislazione, che riduce il potenziale positivo del mercato interno. 

CONTENUTI DELLA PROPOSTA

La linea sarà quella della Direttiva in vigore sulla progettazione ecocompatibile che promuove l'efficienza dei prodotti per ciò che riguarda l’energia.

Per ogni prodotto verranno:

  • fissate specifiche sia per l’efficienza energetica che per la circolarità, che per la eliminazione degli impatti nell’ambiente
  • individuati i requisiti per far sì che i prodotti siano più longevi, affidabili, riutilizzabili, atti ad essere riparati, ricondizionati e più efficienti
  • indicate e disciplinate le sostanze che impediscono la circolarità
  • specificate le quantità di contenuti riciclati
  • indicate le possibilità di riciclo e rimanufactoring

Un importante capitolo sarà riferito agli OBBLIGHI DI INFORMAZIONE per i prodotti, perché in questa grande trasformazione dei processi produttivi un ruolo importante è quello dei consumatori, dei loro diritti e della loro consapevolezza nelle scelte.

Alla base di tutto ciò sta una grand esigenza di informazione chiara, completa, corretta.

Su questo viene prevista la introduzione del PASSAPORTO DIGITALE DEI PRODOTTI, una importante decisione che permetterà scelte consapevoli a sostegno della sostenibilità della catena del valore, dell’approvvigionamento e della produzione.

Ci guida, in questa nuova strada, la esperienza delle “etichette energetiche” con le relative classi che permettono anche l’informazione “comparativa”, cioè la possibilità di un raffronto tra prodotti e, soprattutto, tra le prestazioni di prodotti e i relativi risparmi.

In questo caso il Passaporto vuole anche introdurre informazioni chiave sulla “riparabilità” del prodotto e quindi sulla potenziale durata, altro elemento che assume sempre piu’ importanza in un modello di economia e di consumo che punti alla durata (e non alla “obsolescenza programmata” dei prodotti).

Altri punti significativi riguardano:

  • acquisti obbligatori per gli appalti pubblici verdi
  • regole per prevenire la destinazione di beni invenduti/di consumo e, in alcuni casi, fruibili.

PASSAPORTO DIGITALE DI PRODOTTI

Lo scopo, come detto, è quello di:

  • consentire al consumatore di scegliere con la massima conoscenza
  • aumentare la tracciabilità dei prodotti
  • offrire le informazioni necessarie per coloro che possono provvedere alla riparazione o riciclo

Nella definizione delle norme specifiche per ogni prodotto, si faranno al momento della regolazione delle norme specifiche per i prodotti.

PROSSIME TAPPE NORMATIVE E REGOLATORIE

  a) Sarà elaborato un Piano di lavoro (2022-2024) su “progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica”

Obiettivo del piano di lavoro è di accrescere risparmi energetici già sostenuti con le etichettature per gli elettrodomestici.

I passaggi regolamentari saranno:

  • “regole per il risparmio energetico”, si estenderanno a nuovi prodotti e con nuovi parametri per gli apparecchi per il riscaldamento degli ambienti, scaldabagno, asciugatrici
  • Regole per prodotti oggi non contemplati come gli smartphone, i tablet e i sistemi solari fotovoltaici
  • Introduzione di strumenti informativi online per offrire alternative efficienti

Dopo il Regolamento che garantisce un quadro complessivo, saranno emanati:

  • ATTI DELEGATI riferiti a ogni prodotto (o gruppo di prodotto)

Ogni atto, Regolamento e Atti allegati saranno preceduti e accompagnati da consultazioni per raccogliere e valutare tutti i contributi degli stakeholder e dei rappresentanti dei consumatori.

OSSERVAZIONI

Questa iniziativa è molto utile e riscuote diffuso consenso.

Andrà accompagnata con impegno dal Parlamento per garantire efficacia alle norme e accuratezza delle proposte anche tecniche, nonché fortemente coinvolta l’opinione pubblica perché la “domanda” è un fatto importante e la “domanda” richiede quando in funzione.

Importante sarà anche, nell’esame al Parlamento, l’attenzione costante ai “diritti dei consumatori”, che non sono solo l’influenza ma il loro interesse generale e la loro centralità nei processi economico-sociali.

Inoltre è importante che le norma siano puntuali, chiare e “severe”, cioè non "evadibili", ma che sappiano anche rispettare lo sforzo della creatività e fantasia che nei processi di progettazione sono significativi.

L’ultima osservazione, utile per il legislatore, è che la normativa deve mantenere l’unicità del mercato interno, ed evitare in ogni modo i tentativi della legislazione nazionale di limitare l’efficacia del mercato unico.

Per questo, ad una prima lettura, appare “pericolosa” la possibilità di evitare in alcuni casi il marchio CE perché questa possibilità va verso la de-armonizzazione.

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