Schede informative

Riprendiamo la rubrica di schede informative sulle attività dell'Unione europea, che sono state molto apprezzate, con riferimenti giuridici ma anche con riferimenti legati al dibattito politico e culturale, relative a temi di grande rilevanza sociale su cui l’Europa sta adottando scelte e scrivendo norme che delineeranno un orizzonte di scelte di standard che l‘ Europa auspica possano diventare di riferimento globale.

Se volete ulteriori approfondimenti scrivetemi a : 

Caricabatterie comune

Finalmente (e possiamo proprio scrivere finalmente) si è arrivati ad un Accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione su questo obiettivo, apparentemente semplice ed ovvio, ma estremamente complicato da raggiungere per molti ostacoli economici, tecnici e anche politici!!

Possiamo, senza timore di smentita, sostenere che sia l’intero Parlamento, sia, in particolare, il gruppo S&D, del quale l’Onorevole Toia è membro, hanno da parecchi anni sostenuto questo obiettivo e chiesto alla Commissione di predisporre i provvedimenti necessari per raggiungerlo!!

Si tratta, nello specifico, di avere sul mercato interno europeo un caricabatterie universale sia per i telefoni cellulari che per tutti i dispositivi elettronici (devices etc.) di piccole e medie dimensioni.

Il vantaggio per i consumatori è evidente ed è un vantaggio sia di praticità che di economia.

Ma anche in termini più generali ci sarà un vantaggio di riduzione delle materie prime utilizzate e una riduzione di dispositivi da smaltire e dunque un aspetto di sostenibilità per la nostra produzione e la nostra economia.

Ogni anno infatti nel nostro continente arrivano 500.000 caricabatterie e si producono quasi 13.000 tonnellate di rifiuti elettronici. Con il caricabatterie universale si stima che ci sarà un risparmio di migliaia di tonnellate di rifiuti (riducendo la produzione e lo smaltimento). Inoltre si potrà aumentare il riutilizzo delle apparecchiature inutilizzabili secondo i criteri dell’economia circolare.

LO STRUMENTO GIURIDICO

Per arrivare al risultato si è agito sulla Direttiva sulle apparecchiature radio, aggiornandola, modificandola attraverso una Revisione della stessa.

La proposta di Revisione di questa Direttiva si inserisce in una più ampia strategia relativa alla sostenibilità dei prodotti industriali e anche di quelli elettronici (per ridurre i rifiuti e promuovere prodotti con materiali più green).

Dunque la prospettiva di queste azioni di policy e di relativi provvedimenti andrà a incidere positivamente sugli interessi dei consumatori, dell’ambiente e delle imprese.

CONTENUTI DELL’ATTO

La porte di ricarica comune sarà, entro l’autunno del 2024, l’USB di tipo C e varrà per i dispositivi che sono nel “campo di applicazione”. In tal modo il cittadino potrà procedere alla ricarica dei suoi apparecchi telefonici o device di qualunque marca siano, sempre con un unico caricabatterie USB C.

Per quali apparecchi varranno queste norme?

Per tutti i laptop, lettori elettronici, tastiere, auricolari, mouse per computer, altri device per navigazione, smartphone, tablet, fotocamere digitali, cuffie, console e autoparlanti portatili nonché altri dispositivi similari.

Naturalmente con questo elenco di apparecchiature (che rientrano nel provvedimento) non si è certi di aver coperto tutto l’insieme delle realtà e degli strumenti. Forse si per quanto riguarda la realtà attuale, ma il futuro delle tecnologie cambia rapidamente e nuove soluzioni potrebbero essere immesse sul mercato a breve.

Per questo si prevede che dopo 3 anni dalla emanazione del Regolamento, e in futuro ogni 5 anni, si provveda ad una valutazione del mercato per comprendere i nuovi sviluppi e conoscere eventuali nuovi dispositivi disponibili sul mercato.

Dopo tale valutazione, la Commissione, d’intesa col Parlamento potrà procedere ad includere  nel Regolamento altri nuovi dispositivi, come rientranti nel campo di applicazione dello stesso.

Altro punto analizzato e affrontato è quello relativo alla velocità di ricarica.

Bisogna evitare ogni pratica sleale da parte di produttori e per questo anche la velocità di ricarica sarà armonizzata. La ricarica rapida sarà per tutti uguale e non si potrà perciò limitare la velocità per alcuni dispositivi.

Il provvedimento prevede inoltre vendite separate per i caricabatterie rispetto ai dispositivi che potranno perciò essere acquistati senza obbligatoriamente abbinamento col caricabatterie, realizzando perciò un risparmio economico e di oggetti inutilizzati da smaltire.

Per quanto riguarda i cavi, la misura sarà applicata dopo 4 anni di sperimentazione per la misura del caricabatterie unico. Essenziale per una buona e utile applicazione del Regolamento è l’ambito informativo. Il cliente deve essere informato, dalle etichette e dalle informazioni più specifiche e analitiche dai produttori stessi.

Essenziale sarò conoscere le caratteristiche di ricarica dei dispositivi, le prestazioni di ricarica compresa la possibilità di ricarica rapida. Come noto esistono, accanto ai caricabatterie col filo, anche col cavo, anche delle soluzioni di ricarica senza fili.

Per questo andranno valutate tutte le tecnologie disponibili per decidere se procedere, anche per queste soluzioni, ad armonizzazioni, anche sotto il profilo delle normative tecniche.

Il tempo stabilito e a disposizione come periodo transitorio per consentire una trasposizione delle norme nelle realtà tecniche dei prodotti sul mercato, è di 24 mesi, fatta salva la realtà dei laptop per i quali il periodo di transizione sarà di 40 mesi.

Queste regole che possono sembrare delle tecnicalità di scarso interesse generale (e solo di interesse per fabbricanti e venditori) sono norme importantissime per i cittadini.

Sono il frutto del mercato unico e sono il frutto di una visione dove il cittadino (in questo caso il consumatore) è il fine della normazione e non un mezzo da utilizzare per un fine economico o di prestigio tecnologico.

Ecco dunque un tratto dell’Europa che vuole evoluzione economica e crescita manifatturiera finalizzate all’interesse e al bene del cittadino!

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