Gruppo S&D

Serve un nuovo Patto di stabilità e crescita per rilanciare l’economia

Se già in epoca pre-pandemica era evidente la necessità di concordare una revisione delle regole che disciplinano il Patto di stabilità e crescita, con l’emergenza Covid-19 questa necessità si è fatta ancora più insistente. Bisogna avere il coraggio di dirlo forte e chiaro: quando nel 2023 finirà la sospensione delle regole di questo Patto, non si può tornare a quella governance economica europea che presentava già forti criticità prima della pandemia.

Come ha fatto notare anche il Commissario europeo per gli affari economici dell'Ue Paolo Gentiloni, infatti, la media del debito tra i vari Paesi europei non è più del 60% del Pil, come stabilito dal Patto stesso, bensì del 100%. Da qui la necessità di ammorbidire le regole di rientro del debito e di aumentare il margine dei parametri.

Quello che serve oggi è un nuovo Patto sulla stabilità fiscale dell'Unione Europea che deve rispondere a due obiettivi: evitare il calo degli investimenti privati e incoraggiare quelli pubblici. Un Patto che non deve (più) essere riscritto all'insegna dell'austerità, bensì della crescita e di una visione in cui l’economia sia spinta dal pubblico e non frenata.

Si è aperto un grande dibattito sul tema, da cui è emersa un’interessante chiave di lettura e, allo stesso tempo una grande opportunità che dobbiamo saper cogliere.

Strozzare sul nascere la ripresa economica dopo aver avuto il coraggio di fare debito comune per rilanciarla, come, ad esempio, con Next Generation Eu, non è nell'interesse di nessuno, nemmeno dei cosiddetti Paesi frugali.

Ecco perché, come  Gruppo S&D, ci impegneremo per salvaguardare gli interessi dell’Ue verso una governance economica diversa dal passato, più orientata alla crescita e non all’austerità.

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