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"Conte a Strasburgo? Parlamento preso in giro"

Corriere della sera, 15 febbraio 2019 - Caro direttore, non sono stati «attacchi scomposti» all’Italia, ma una risposta stizzita a una presa in giro del Parlamento europeo. Il problema è che Conte è venuto a Strasburgo a fare retorica europeista e a spacciare per grandi «novità» delle misure che abbiamo proposto e approvato con il voto sempre contrario delle forze che lo sostengono Fa un certo effetto sentire Conte definire un «impulso prezioso» il Piano Junker degli investimenti se sei un eurodeputato che ci ha lavorato per anni e sei già indignato per il voto sempre contrario degli eurodeputati grillini e leghisti.
 
E fa effetto sentire Conte che rimprovera noi con tono da maestrine perché non ci sono abbastanza fondi per l’Africa quando abbiamo già approvato il piano di investimenti per l’Africa e ancora brucia la ferita del voto contrario dei leghisti, quelli che vogliono «aiutarli a casa loro», e l’astensione dei grillini.
 
E fa effetto quando dice che serve «un’Europa forte e coesa» e che bisogna «sfruttare tutte le opportunità di cooperazione» in materia di difesa comune, mentre nell’aula di Strasburgo sanno che è lo stesso governo Conte che non partecipa alla Forza di intervento rapida dell’Ue, avviata da nove Paesi.

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Ue: “Previsioni Commissione allarmanti, serve un cambio di rotta immediato”

BRUXELLES, 7 FEBBRAIO 2019 - “Le previsioni economiche della Commissione, che hanno tagliato allo 0,2% la crescita del Pil stimata per quest’anno, sono allarmanti. E’ chiaro che senza un immediato cambio di rotta del Governo andiamo incontro a una nuova crisi economica dagli effetti ancora più devastanti di quella del 2011, perché questa volta è solo il nostro Paese a essere in difficoltà e né la Bce né i nostri partner europei metteranno in campo gli interventi del passato.
 
Se teniamo conto della probabile manovra bis necessaria quest’anno e i 23 miliardi di clausole Iva che pendono sui conti pubblici è chiaro che non ci saranno né migliori pensioni né fantomatici redditi di cittadinanza per affrontare la prevedibile emergenza sociale che si sta preparando.
 
Sulle responsabilità i dati della Commissione europea sono senza appello: l’Italia è il fanalino di coda dell’intera Unione europea, non c’è rallentamento europeo o globale che tenga. Su numeri così evidenti non si può fare propaganda o incolpare i governi precedenti perché è solo l’Italia a fare una performance così scadente. Del resto le parole dei commissari europei di oggi, che accusano le scelte e le incertezze dell’attuale governo, sono perfettamente in linea con l’analisi del Fondo Monetario Internazionale”.
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Ue : "Italia sempre più isolata , guerra alla Francia insensata"

BRUXELLES, 22 GENNAIO 2019 - “Ancora una volta gli esponenti del governo sovranista italiano buttano a mare il patrimonio di relazioni esterne dell’Italia per fare una becera propaganda interna di breve durata.
 
Dopo aver insultato per mesi la Commissione europea, con l’unico risultato di farsi bocciare e riscrivere la legge di bilancio, ora i giallo-verdi si inventano una insensata guerra diplomatica con la Francia per avere un nemico esterno da additare e sperare di recuperare i propri elettori delusi. Il conto come al solito lo pagano gli italiani in termini di crescente isolamento internazionale, visto che neanche i nuovi amici sovranisti dei Paesi dell’Est sono disposti ad aiutarci quando serve.

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Gli eurodeputati propongono una piattaforma comune sull’Europa a tutti i candidati alla segreteria del Pd

BRUXELLES, 19 GENNAIO 2019 - Le elezioni europee di maggio sono troppo importanti per l’Italia e per l’Unione europea per correre il rischio che nel Pd le normali differenze di vedute del dibattito democratico interno per l’elezione del segretario diano l’impressione di prevalere sull’unità di fondo della scelta europeista. Per questo, come anticipato a novembre all’Assemblea del Pd, proponiamo ai candidati alla segreteria di approvare e fare propria una piattaforma comune di valori e obiettivi europeisti e progressisti.

In un confronto elettorale segnato dalla diffusione strumentale delle parole d’ordine sovraniste ed euroscettiche sentiamo il bisogno di sottolineare con forza che le idee e i valori europei, per noi democratici, non sono negoziabili, aldilà delle nostre diverse idee di partito espresse dai candidati alla segreteria.

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