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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 21 MARZO 2018 - "Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea per tassare i giganti del web dove producono profitti. Si tratta di una normativa che come Gruppo S&D chiediamo da tempo, insieme alle altre iniziative per porre fine alla scandalosa elusione fiscale di tutte le multinazionali. Non è accettabile che molti colossi del web arrivino a pagare meno dell’1% di tasse quando le piccole e medie europee pagano in media il 26%. Né è accettabile che l’Unione europea chieda politica di austerità e sacrifici ai cittadini mentre le finanze pubbliche sono depredate da milioni di euro di mancati incassi a causa dell’elusione fiscale delle multinazionali. Accogliamo anche con favore l’iniziativa del presidente del Parlamento Antonio Tajani di invitare il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg per dare spiegazioni sulla svendita dei dati dei cittadini alla società di marketing elettorale Cambridge Analytica. Anche questa è una richiesta del Gruppo S&D che viene accolta. E’ ora di imporre trasparenza e giustizia fiscale ai colossi del web ed è ora che vengano a galla le complicità dei governi che permettono l’elusione fiscale e dei gruppi politici, come i nostri grillini e leghisti, che hanno usato scorrettamente gli strumenti della propaganda politica online”. Lo ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia."Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea per tassare i giganti del web dove producono profitti. Si tratta di una normativa che come Gruppo S&D chiediamo da tempo, insieme alle altre iniziative per porre fine alla scandalosa elusione fiscale di tutte le multinazionali.
 
Non è accettabile che molti colossi del web arrivino a pagare meno dell’1% di tasse quando le piccole e medie europee pagano in media il 26%. Né è accettabile che l’Unione europea chieda politica di austerità e sacrifici ai cittadini mentre le finanze pubbliche sono depredate da milioni di euro di mancati incassi a causa dell’elusione fiscale delle multinazionali. Accogliamo anche con favore l’iniziativa del presidente del Parlamento Antonio Tajani di invitare il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg per dare spiegazioni sulla svendita dei dati dei cittadini alla società di marketing elettorale Cambridge Analytica.
 
Anche questa è una richiesta del Gruppo S&D che viene accolta. E’ ora di imporre trasparenza e giustizia fiscale ai colossi del web ed è ora che vengano a galla le complicità dei governi che permettono l’elusione fiscale e dei gruppi politici, come i nostri grillini e leghisti, che hanno usato scorrettamente gli strumenti della propaganda politica online”. 
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COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 15 MARZO 2018 - “La battaglia per contestare il metodo di assegnazione dell’Ema ad Amsterdam era e resta una battaglia sacrosanta e il voto di oggi dell’Europarlamento lo conferma perché la scorrettezza del metodo seguito è stata messa nero su bianco. I governi europei hanno agito in modo poco trasparente e hanno scavalcato i poteri dei rappresentanti europei dei cittadini. La Commissione europea non ha segnalato come avrebbe dovuto le contraddizioni della candidatura di Amsterdam che ha proposto in un primo tempo una sede inadeguata.
 
Purtroppo dobbiamo constatare che la maggioranza dei nostri colleghi eurodeputati, ma non noi eurodeputati Pd, oggi ha piegato la testa e ha approvato il testo della commissione Envi in cui si punta il dito contro la scorrettezza delle procedure per l’assegnazione dell’Ema e allo stesso tempo non si ha il coraggio di mettere in discussione fin da subito la scelta fatta con queste stesse procedure contestate. E’ il solito timore reverenziale delle istituzioni comunitarie nei confronti dei Governi e a perderci non è solo la città di Milano, ma tutti i cittadini europei che hanno diritto ad un’Agenzia dei medicinali che garantisca senza ombra di dubbio la continuità del lavoro nonostante la Brexit. Per questo noi eurodeputati Pd abbiamo votato contro la risoluzione approvata oggi dal Parlamento e continueremo a portare avanti le nostre ragioni e le faremo valere nel trilogo con Commissione e Consiglio. Se le regole sono sbagliate anche i risultati a cui hanno portato queste regole vanno rimessi in discussione”.
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COMUNICATO STAMPA - MILANO, 28 FEBBRAIO 2018 - “Giorgia Meloni è andata a incontrare il premier ungherese Orban e ha detto di voler copiare da lui la politica sull’immigrazione, che è già stata condannata dall’Unione europea e che scarica sull’Italia gli oneri degli sbarchi (e per fortuna che difende l’Italia!) Meloni copierà da Orban anche il giro di vite su diritti civili, università e informazione che ha portato alla chiusura di giornali di opposizione e al bavaglio? E’ questo il centrodestra moderato di cui parla Berlusconi? E’ questa la presunta garanzia europea del Ppe, di cui fa parte Orban, contro le derive estremiste e autoritarie?”

Lo ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia, al termine di un dibattito al Parlamento europeo a Bruxelles sulla questione dei diritti e della democrazia in Polonia e nell’Ue.
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