• COMMISSIONI PARLAMENTARI

    COMMISSIONI PARLAMENTARI

E’ in arrivo dall’Europa il nuovo Regolamento Europeo sulla PrivacyGDPR (General Data Protection Regulation) che in Italia abrogherà la direttiva 95/46/CE e andrà a sostituire il Codice Privacy e verrà applicato direttamente in tutti gli Stati Membri a partire dal 25 maggio 2018, termine entro il quale occorrerà, da parte di aziende e possessori di dati, adeguarsi alla nuova normativa.
 
Si tratta di una piccola rivoluzione nel mondo della privacy, attesa ormai da diversi anni viste le importanti novità (e a volte anche scandali, si pensi alle ultime notizie in merito a Facebook) introdotte dalla tecnologia, internet e i social network su tutto, e il cui percorso è stato in continua salita, essendoci in gioco interessi economici consistenti, legati soprattutto alle attività di marketing e di profilazione oltre che i rapporti tra Europa e resto del mondo (con Stati uniti, Canada e Cina principali interlocutori interessati).
 
Tra i punti cardine, di grande interesse per i cittadini, ci sono il diritto all’oblio e alla portabilità dei dati, le notifiche di violazione agli utenti e alle autorità nazionali, le modalità di accesso ai propri dati personali semplificatela possibilità per le imprese di rivolgersi a un’unica autorità di vigilanza.

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La sempre maggior esposizione del Pianeta a inquinamento, esaurimento delle risorse naturali proprie, cambiamenti climatici fuori dalla norma ed emissione di scorie nocive è al giorno d'oggi un problema molto attuale e dibattuto, per tanto la Commissione Europea ha presentato la sua strategia per la realizzazione di un sistema finanziario che sostenga il programma dell'Unione per il clima e lo sviluppo sostenibile. L'obiettivo è raggiungere entro il 2030 i traguardi stabiliti con l'Accordo di Parigi, (che definisce un piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale al di sotto dei 2ºC), concordato nel 2015 nella capitale francese, in particolare l'obiettivo legato alla riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra. Per ottenere ciò occorrono investimenti supplementari dell'ordine di 180 miliardi di euro all'anno.
 
La Commissione ha per tanto incaricato un gruppo di esperti sulla finanza sostenibile di prepare un pacchetto di riforme e raccomandazioni che permettano di raggiungere gli obiettivi prefissati nel più breve tempo possibile. I temi su cui erano tenuti ad esprimersi erano l'orientamento del flusso di capitale pubblico e privato verso investimenti sostenibili, l'identificazione delle misure che gli istituti finanziari e le autorità di vigilanza dovrebbero adottare per proteggere la stabilità del sistema finanziario dai rischi legati all'ambiente e l'implementazione di queste politiche su scala paneuropea.

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Il 21 marzo 2018 la Commissione europea ha proposto nuove regole per garantire che le attività commerciali digitali siano tassate in modo equo e favorevole alla crescita nell'UE.
 
La proposta della commissione nasce dall'esigenza di rispondere a livello pratico a un problema ad oggi molto discusso: l'evasione o comunque il mancato pagamento delle tasse da parte dei colossi del web. Questo fenomeno è possibile perchè non esistono norme giuridiche sulla tassazione adeguate a una realtà in cui è possibile commerciare a livello virtuale e digitale senza aver bisogno di basi fisiche in loco.
 
Le norme fiscali attuali non riescono a riconoscere i nuovi modi in cui i profitti vengono creati nel mondo digitale, in particolare il ruolo che gli utenti svolgono nel generare valore per le aziende digitali. Di conseguenza, c'è una disconnessione, o "mancata corrispondenza", tra il luogo in cui viene creato il valore e dove vengono pagate le tasse.

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La scorsa settimana, al Parlamento Europeo, tra gli incontri organizzati per la Giornata Internazionale della Donna, si è svolta una importante iniziativa per tenere alti i riflettori sul tema delle condizioni delle donne in Bangladesh.
 
La situazione delle donne in Bangladesh è drammatica sia in famiglia, come testimoniato dalla crudelissima pratica degli attacchi con l’acido, che nel mondo del lavoro. La loro partecipazione nel mondo del lavoro si concentra nel settore agricolo e in quello delle industrie dell'abbigliamento, in quest´ultimo la componente femminile è pari all’80% del totale degli impiegati. Le condizioni nelle fabbriche sono precarie e si assiste ad una sistematica privazione dei diritti sindacali fondamentali. E’ tristemente rimasto nella memoria di tutti il micidiale crollo dell'edificio del Rana Plaza, avvenuto del 24 aprile 2013 che provocò la morte di 1137 lavoratori, oltre 200 risultano tutt’ora dispersi.

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