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DICHIARAZIONE - BRUXELLES, 6 LUGLIO 2018 - "Sul copyright ho sostenuto che un testo fosse necessario per trovare un punto di equilibrio tra la garanzia del libero accesso di tutti i cittadini, l’equa remunerazione di chi produce contenuti e il ruolo delle grandi piattaforme. Mi auguro che lo stop di oggi del Parlamento non porti al punto zero di un’assenza di regole per lungo tempo.

Sono infatti convinta che così come il libero mercato ha bisogno di regole, cosí deve essere per la rete, altrimenti a vincere è la sopraffazione di chi ha più potere, economico e non.

Spiace constatare che si sia fatto credere che gli interessi dei forti fossero gli interessi dei cittadini. Ribadisco anche che il mandato negoziale avrebbe portato a un primo testo, su cui poi nel trilogo si sarebbero potute fare discussioni e modifiche, avendo a cuore la piena libertà della rete.

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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 29 GIUGNO 2018 - “L’unica vera novità di questo summit è l’introduzione del concetto dei centri ‘controllati’ in cui rinchiudere i migranti che arrivano in Europa. La riforma di Dublino invece è rimandata alle calende greche, nelle conclusioni non si fissa una data, come era stato fatto in passato, e si parla di ‘consenso’ cioè unanimità, che grazie ad Orban non ci sarà mai. Le due cose insieme comportano che resta la responsabilità del Paese di primo approdo ma ora si aggiunge la responsabilità di bloccare i migranti sul territorio nazionale, in altre parole è passato il principio che ‘chi sbarca in Italia resta in Italia’. I centri ‘controllati’ sono su base volontaria ma è evidente che dopo questo summit se si dovesse ripetere una crisi migratoria come quella del 2015 i Paesi europei che non affacciano sul Mediterraneo si sentiranno autorizzati a chiudere le frontiere e la libera circolazione di Schengen se l’Italia e i Paesi di primo approdo non assicureranno la permanenza sul proprio territorio dei migranti.
 
Capiamo la necessità di salvare la cancelliera Merkel dall’attacco dei populisti bavaresi e di salvare la libera circolazione di Schengen, ma di fronte all’enorme concessione di accettare in linea di principio il concetto di centri ‘controllati’ l’Italia avrebbe potuto e dovuto ottenere una vera contropartita, come degli impegni veri sulla riforma di Dublino. Senza una normativa europea giuridicamente vincolante sulla redistribuzione dei migranti gli altri Stati membri non si sentiranno mai responsabilizzati sulla questione migratoria. Infatti al summit si è deciso di finanziare il Fondo per l’Africa togliendo soldi al fondo europeo per lo sviluppo, invece che con i contributi nazionali. E’ una vergogna ed è la dimostrazione plastica della vittoria di Orban”.
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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 28 GIUGNO 2018 - “Il summit europeo rischia di essere la pietra tombale sui ricollocamenti e sulla riforma di Dublino, che è già stata affossata nelle conclusioni del vertice prima che dell’inizio dei lavori. La linea dell’egoismo nazionale del premier ungherese Orban, che fino a poco tempo fa riceveva la scomunica dei leader e rischiava le sanzioni dell’Ue, ora è diventata maggioritaria anche grazie al clamoroso cambio di alleanze del nuovo governo populista.
 
E’ assurdo sentire il premier Conte arrivare al Consiglio europeo invocando la ‘solidarietà europea’, dopo che il ministro Salvini ha dimostrato platealmente che il governo italiano non crede né nella solidarietà né nell’Europa. Il respingimento di un paio di navi delle Ong al grido di ‘Prima gli Italiani’ non ha fermato gli sbarchi, non ha migliorato la posizione negoziale dell’Italia e non ha neanche messo in agenda il tema di immigrazione, dal momento che la vera emergenza che ha allarmato i leader è la temuta chiusura di Schengen minacciata dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. Il respingimento delle navi delle Ong, che è solo una vergognosa propaganda interna sulla pelle dei migranti, ha solo dimostrato il disprezzo del governo italiano per le elementari norme del diritto internazionale e del senso di umanità, rendendo impossibile alla Commissione europea difendere la proposta riforma di Dublino, migliorata e votata dal Parlamento europeo, in nome della solidarietà all’Italia”.
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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 24 GIUGNO 2018 - “Ecco le grandi novità di Conte: superamento del regolamento di Dublino, che abbiamo già votato al Parlamento europeo, campi di smistamento in Africa, che la Commissione sta già avviando, frontiere europee gestite dall’Europa, già proposte dalla Commissione e votate dal Parlamento europeo, e politica di asilo comune, sui cui lavoriamo da anni. 
 
Al suo primo appuntamento a Bruxelles il Governo populista italiano ha gettato la maschera: dopo aver urlato per mesi di avere la soluzione in tasca, dopo una campagna di promesse impossibili sull’immigrazione e dopo le decisioni ciniche del ministro Salvini, ora il premier Conte si presenta ai partner europei con un piano che di fondo chiede più Europa e che ricalca alla lettera quella che è la politica europea sull’immigrazione che abbiamo costruito in questi anni insieme alla Commissione e nonostante il voto contrario o l’astensione di Matteo Salvini al Parlamento europeo su ogni riforma favorevole all’Italia, dalla guardia costiera europea alla riforma di Dublino. 
 
L’unica cosa che è cambiata è che ora l’Italia ha perso credibilità e per gli amici populisti di Salvini sarà più facile rifiutare i ricollocamenti e chiudere i confini per trasformarci nel campo profughi d’Europa”.
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