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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 24 GIUGNO 2018 - “Ecco le grandi novità di Conte: superamento del regolamento di Dublino, che abbiamo già votato al Parlamento europeo, campi di smistamento in Africa, che la Commissione sta già avviando, frontiere europee gestite dall’Europa, già proposte dalla Commissione e votate dal Parlamento europeo, e politica di asilo comune, sui cui lavoriamo da anni.

Al suo primo appuntamento a Bruxelles il Governo populista italiano ha gettato la maschera: dopo aver urlato per mesi di avere la soluzione in tasca, dopo una campagna di promesse impossibili sull’immigrazione e dopo le decisioni ciniche del ministro Salvini, ora il premier Conte si presenta ai partner europei con un piano che di fondo chiede più Europa e che ricalca alla lettera quella che è la politica europea sull’immigrazione che abbiamo costruito in questi anni insieme alla Commissione e nonostante il voto contrario o l’astensione di Matteo Salvini al Parlamento europeo su ogni riforma favorevole all’Italia, dalla guardia costiera europea alla riforma di Dublino.

L’unica cosa che è cambiata è che ora l’Italia ha perso credibilità e per gli amici populisti di Salvini sarà più facile rifiutare i ricollocamenti e chiudere i confini per trasformarci nel campo profughi d’Europa”.
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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 21 GIUGNO 2018 - “E' desolante constatare il dilettantismo del premier italiano Conte che, a pochi giorni di un summit Ue cruciale per l'Italia e per l'Europa, si vanta aver affossato una prima bozza di discussione e del fatto che sul dossier immigrazione c'è uno stallo sostanziale. Si accontenta davvero di poco, o forse pensa di essere il premier Ungherese che può arroccarsi dietro ai confini fortificati e rifiutare qualsiasi cambiamento. Peccato però che sia il capo del governo di un Paese che ha chilometri di coste sul Mediterraneo e che per questo ha urgentemente bisogno di cambiare le regole sull'immigrazione. Ad oggi il governo non ha ancora presentato una vera proposta da difendere a Bruxelles. Capiamo però che è più facile fare proclami in televisione invece di lavorare realmente con i partner europei per arrivare a una bozza condivisa”.
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COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 11 GIUGNO 2018 - “La prova di forza, e lo scaricabarile tra Stati, è insensata e del tutto inutile per fermare i flussi migratori, oltre a costituire una violazione inaccettabile dei diritti umani e del diritto europeo. Salvini non ha ancora capito che la politica del filo spinato del suo amico e modello Orban non funziona in un Paese affacciato sul Mediterraneo. Invece di screditare l’Italia e toglierle qualsiasi credibilità per essere ascoltata a Bruxelles, il governo porti a casa il testo della riforma di Dublino che abbiamo approvato al Parlamento europeo l’anno scorso.
 
Insieme ai governi Renzi e Gentiloni abbiamo lottato per anni per affermare il principio che ‘chi sbarca in Italia sbarca in Europa’ e che tutti devono farsi carico del problema con ricollocamenti e anche con fondi per l’Africa. La proposta del Parlamento europeo riflette questa impostazione. Al contrario, non ci porterà da nessuna parte la scelta di praticare l’egoismo nazionalista teorizzata dal sovranismo per poi lamentarsi dell’egoismo degli altri Stati europei che fanno altrettanto e ci lasciano soli”.
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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 5 GIUGNO 2018 - “Ma di quale vittoria va parlando Salvini ? E’ una vittoria avere detto semplicemente ‘No’ (a distanza) senza costruire una utile proposta, come invece abbiamo fatto noi in Parlamento?Salvini protesta per la mancanza di solidarietà dell’Europa sull’immigrazione e allo stesso tempo si allea con il premier ungherese Orban e con quei Paesi che vogliono chiuderci in una gabbia di filo spinato.
 
Con quale credibilità il Governo italiano si è opposto alla proposta della presidenza bulgara, quella che di fatto non prevede ricollocamenti, se poi non propone qualcosa di alternativo? Il problema, che Salvini non può dire, è che la proposta alternativa sulla riforma di Dublino è quella approvata dal Parlamento europeo a novembre dell’anno scorso, con l’astensione della Lega e di lui stesso , e con il voto contrario dei grillini. Quella era l’unica favorevole all’Italia e agli Stati di approdo in cui si prevedeva un vero meccanismo obbligatorio di ricollocamento dei rifugiati”. Lo ha dichiarato la capodelegazione degli eurodeputati Pd, Patrizia Toia, e l’eurodeputata Cécile Kyenge.
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