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Manovra: "Con procedura Ue annullati anni di sacrifici"

COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 21 NOVEMBRE 2018 - “Grazie al Governo sovranista oggi sono stati annullati i tanti sacrifici fatti dagli italiani dal 2011 per uscire dalla crisi e portare l’Italia a essere un Paese dove gli investitori vogliono mettere i soldi. L’apertura della procedura di infrazione Ue e la crisi di sfiducia che ne deriva è un risultato a cui si è arrivati per una scellerata scelta politica di Lega e Movimento 5 Stelle, non c’è nessuna necessità economica, nessuna crisi finanziaria come nel 2011 e nessun atteggiamento rigorista da parte di una Commissione europea che ha già concesso all’Italia 30 miliardi di euro di flessibilità sfidando le critiche dei Paesi del Nord.
 
Ora è ufficiale: l’Italia è un Paese isolato e che non rispetta i patti. A pagare il prezzo di queste scelte saranno i cittadini italiani, soprattutto i gruppi sociali più vulnerabili, e qualsiasi marcia indietro farà il Governo per riconquistare la fiducia dei partner europei e dei mercati ci vorranno anni”.
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"Alle parole di Merkel seguano i fatti si Orban"

COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 13 NOVEMBRE 2018 - "Condivido pienamente le dichiarazioni europeiste pronunciate dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel a Strasburgo, dalla necessità di superare il voto all'unanimità nella politica estera a quella di un esercito europeo, così come condivido la preoccupazione per il risorgere dei nazionalismi. Come capo del governo tedesco però Merkel deve far seguire alle parole i fatti.
 
Dossier importanti come il completamento dell'unione bancaria e le riforme dell'eurozona con la creazione di una capacità di bilancio" che "sono attualmente ferme per l'opposizione di Berlino, mentre il premier ungherese autoritario Viktor Orban continua a far parte del Ppe, insieme alla Cdu della cancelliera tedesca, nonostante il voto del Parlamento che condanna le riforme illiberali di Budapest".

Oggi i cittadini europei chiedono che la Germania usi la sua forza per rafforzare l'Europa, invece alle contraddizioni ricordate si sommano le aperture ai sovranisti del candidato tedesco del Ppe alla presidenza della Commissione, Manfred Weber, un fedelissimo di Merkel. Per realizzare gli obiettivi e difendere gli ideali ricordati oggi dalla cancelliera nell'aula della plenaria serve una visione europeista più coraggiosa e una politica concreta coerente con questi propositi. Per questo motivo bisogna togliere al Ppe e alla Germania la guida dell'Unione europea".
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"Un'Europa forte è il miglior vaccino all'esaltazione sovranista"

Il blog di Patrizia Toia (Huffpost)Il blog di Patrizia Toia (Huffpost) - Nel 2019, a 100 anni esatti dalla fine della Grande Guerra, la data del 4 novembre assume un significato speciale. Nella giornata in cui celebriamo l'Unità nazionale e delle Forze armate e rendiamo omaggio alle tantissime vite spezzate dall'inutile e catastrofica Prima Guerra Mondiale, penso sia giusto riflettere sull'Europa e sul processo di costruzione di pace che ci ha visto protagonisti negli ultimi settant'anni.
 
Dall'attentato di Sarajevo del 28 giugno del 1914, che ha dato il via alla Grande guerra, si sono susseguite altre catastrofi, prima fra tutte la Seconda Guerra Mondiale ma anche la guerra nei Balcani. Da allora l'Europa con pazienza e fatica ha fatto straordinari passi avanti per cercare di raggiungere un'unità politica, sociale ed economica tra i popoli del continente. Nessuno però si faccia illusioni sul fatto che questa è una storia che riguarda il passato; le parole dello scorso 7 ottobre del presidente della Commissione europea Juncker "se continuiamo a farci rallentare dalla Brexit e dai nuovi nazionalismi rischiamo di assistere al ritorno della guerra nei Balcani" sono più di un monito.
 
Rispetto al recente passato, i nodi da sciogliere sono tutti politici. Se da un lato si lavora sull'ingresso dei Paesi Balcanici nell'Unione europea - Serbia e Montenegro riusciranno a entrare nell'Ue non prima del 2025 mentre per la Bosnia-Erzegovina ci vorrà più tempo avendo presentato domanda nel 2016 -, dall'altro assistiamo sgomenti al ritorno delle frontiere in Europa.

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Manovra: "Governo regalerà 2,2 miliardi a investitori esteri"

COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 25 OTTOBRE 2018 - La maggioranza di Governo si scaglia ogni giorno contro i mercati e la speculazione ma poi regala i soldi degli italiani agli speculatori stranieri. Solo l’anno prossimo gli investitori stranieri che detengono quote di debito pubblico italiano incasseranno oltre 2,2 miliardi di euro in più grazie a Salvini e Di Maio.Nel 2020 la cifra potrebbe arrivare quasi a 4 miliardi.

Basta vedere le stime dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani secondo cui se lo spread rimanesse a 315 punti base gli interessi sul debito sarebbero più alti rispetto a quanto previsto nel Def di aprile di ben 6,6 miliardi nel 2019 e di 11,5 miliardi nel 2020. Se calcoliamo che un terzo del debito pubblico è detenuto da investitori esteri si può calcolare quanti miliardi se ne andranno dal Paese.

Con quei soldi quante politiche sociali e di sviluppo in più si potevano finanziare? Quante pattuglie di polizia in più poteva mettere a controllare le strade il ministero dell’Interno? In cambio inoltre gli italiani avranno meno sovranità perché l’Italia sarà sotto procedura di infrazione e dovrà attenersi alle indicazioni della Commissione o uscire dall’euro e dall’Ue, con tutte le conseguenze disastrose che conosciamo”. 
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