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La newsletter degli Eurodeputati PD - Gennaio 2019

L'editoriale di Patrizia Toia (gennaio 2019) - "A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini supremi della patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libertà”.

Con queste parole iniziava l’appello di don Luigi Sturzo che ha segnato l’impegno in politica dei cattolici e che a cento anni di distanza ritrova tutta la sua attualità. Poche righe più avanti, infatti, don Sturzo sottolineava di rivolgersi “a quanti nell’amore della Patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degli interessi nazionali con un sano internazionalismo”.

Parole che oggi suonano come una netta condanna del sovranismo e del nazionalismo becero propugnato dalla maggioranza di governo in Italia e dai loro alleati in Europa. Proprio per continuare ad applicare in concreto quegli ideali “di giustizia e di libertà”, a cui si richiamava don Sturzo, nella sessione plenaria di questa settimana del Parlamento europeo a Strasburgo abbiamo votato anche noi eurodeputati Pd a favore della normativa che prevede il taglio dei fondi europei per quei Paesi che non rispettano lo stato di diritto e che non contrastano frodi e corruzione.

Si tratta di una decisione forte e veramente europeista che serve ad arginare le derive autoritarie di alcuni Paesi dell’Est, dalla Polonia all’Ungheria, ma anche a sostenere le battaglia contro la corruzione del popolo romeno nel momento in cui la Romania inizia il suo semestre di presidenza del ConsiglioUe. Sui diritti e sulla democrazia non si scherza e l’Italia, che è un Paese fondatore dell’Ue, deve essere in prima linea in questa battaglia.

Per questo ci rammarichiamo del fatto che gli eurodeputati della Lega abbiano votato contro il provvedimento e che i colleghi grillini si siano astenuti. Quando si tratta di condannare la debolezza dell’Unione europea nel far applicare i suoi principi di democrazia o nel lottare contro la corruzione le forze populiste sono puntualmente sul palco, maquando c’è da rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto i loro voti mancano sempre. Noi vogliamo un’Unione europea forte non solo nel far rispettare i parametri economici sui conti pubblici, ma anche nel difendere la democrazia e i diritti dei cittadini.

Le derive autoritarie dei Paesi dell’Est nascono da una debolezza delle istituzioni europee, ancora troppo subalterne alle decisioni dei Governi. Le stesse politiche di austerità, criticate da tutti e questa settimana anche dallo stesso presidente Juncker, non hanno origine nello strapotere di Bruxelles nei confronti delle capitali, ma esattamente dall’opposto. Infatti quando i Governi hanno approvato i contestati piani di salvataggio della Grecia la Germania ha imposto il coinvolgimento dell’Fmi proprio perché non si fidava nella capacità della Commissione di far applicare le regole.

Sono i sovranisti e gli euroscettici che, indebolendo l’Unione europea, spalancano le porte ai tecnici e all’austerità. Noi abbiamo combattuto l’austerità fin dall’inizio e grazie alle nostre battaglie l’Ue ha fatto tanti passi avanti di cui essere orgogliosi, anche se tanti ancora ne deve fare.

Per questo raccogliamo con piacere l’appello di Romano Prodi a esporre la bandiera europea dalle finestre il prossimo 21marzo.

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