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Sure: "La solidarietà europea agisce per ridurre incertezze e fragilità"

Milano, 27 ottobre 2020 - Oggi l'Italia ha ricevuto i primi 10 miliardi del programma Sure, il sostegno in forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli, per contrastare la disoccupazione. Dall’Unione Europea arriva un segnale importante a difesa del lavoro e dei lavoratori. Una volta che saranno completate tutte le erogazioni, il nostro paese riceverà un totale di 27,4 miliardi.

L'Europa c'è e questo è un primo indizio di come la solidarietà all'interno di una cornice sovranazionale può agire per ridurre le incertezze e aiutare le categorie più fragili, che non possiamo lasciare da sole, all'interno di ciascuno Stato.

Lo afferma in una nota l'europarlamentare del Partito Democratico Patrizia Toia.
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Il paese e il futuro della ricerca in ambito europeo

IL SOLE 24 ORE, 14 OTTOBRE 2020 -La ricerca italiana ha bisogno certamente di più fondi, ma anche della capacità di spenderli in linea con gli orientamenti e gli obiettivi dell'Unione europea. Il ruolo della scienza e della ricerca è sempre più al centro dell'interesse dell'opinione pubblica, anche perché dalla scienza e dalla ricerca aspettiamo una cura o vaccino efficace contro il Covid19.

Negli ultimi mesi ne è nato un dibattito cui hanno contribuito voci autorevoli che si sono fatte sentire con forza e che mi auguro abbiano sempre più appoggio non solo da parte degli "addetti ai lavori", ma anche dei giovani ricercatori e della società civile. Penso, per esempio, al Professor Ugo Amaldi e al suo ambizioso "Piano", sostenuto da una petizione lanciata dai Professori Federico Ronchetti, Serena Di Cosimo e Barbara Majello.

Penso anche al rilancio sul tema attraverso l'Appello sottoscritto da più di cento illustri accademici tra cui Giorgio Parisi, Alberto Quadrio Curzio, Luciano Maiani, Alberto Mantovani, Cinzia Caporale, Angela Bracco e molti altri. Si tratta di personalità che vanno ringraziate perché questa loro battaglia è nell'interesse del nostro Paese per un futuro più sostenibile, sociale e competitivo.

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Nobel Wpf: "Giusto riconoscimento e monito perchè si combatta insieme la fame"

MILANO - "Il Nobel per la Pace al Programma alimentare mondiale dell'Onu è un riconoscimento giusto e importante, che rafforza il concetto di pace non solo come prevenzione e risoluzione dei conflitti, ma come sistema di politiche mondiali che assicurino diritti alle persone, compreso quello all'alimentazione.
 
Un monito per tutti noi e per le istituzioni affinché si combatta insieme la fame. Un obiettivo, questo, che non potrà essere raggiunto se non portando avanti la lotta allo spreco di cibo e l'impegno per una alimentazione sostenibile.
 
Oggi sappiamo che il tradizionale sistema produttivo di cibo è insostenibile per un pianeta con una crescente popolazione da sfamare. È compito nostro guidare una rivoluzione che cambierà in maniera drastica il modo in cui coltiviamo, produciamo, trasportiamo e consumiamo il cibo".

Così in una nota l'eurodeputata del PD Patrizia Toia commenta l'assegnazione del Nobel per la Pace 2020 al Wfp.
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Migranti. "Bene ripartire con il dossier, ma noi lo cambieremo"

COMUNICATO STAMPA, 23 SETTEMBRE 2020 - “Si riapre un dossier finito a suo tempo su un binario morto per colpa dei paesi sovranisti, quando hanno bloccato, in dirittura d’arrivo, l'ottima riforma del Regolamento di Dublino fatta dal Parlamento europeo. Oggi, con le proposte della Commissione UE, che per noi non sono del tutto soddisfacenti, riprende quota un nuovo negoziato che ha almeno tre punti positivi: la solidarietà obbligatoria per i soccorsi in mare, la ripartizione dei migranti tra i vari Paesi europei (almeno per quanto riguarda la responsabilità e in alcune circostanze) e, terzo, la gestione europea dei rimpatri.

Tuttavia con un Patto per le migrazioni veramente solidale tra i Paesi cambierà la situazione che oggi vede il maggior peso sulle spalle dei paesi di confine, in modo particolare Italia e Grecia. Ho detto che non sono soddisfatta perché la proposta della Commissione è solo un punto di partenza, ma sono certa che noi Socialisti e Democratici in Parlamento Ue, e l'Italia in Consiglio, lavoreremo per renderlo più ambizioso e per rafforzarlo soprattutto relativamente alla obbligatorietà dei ricollocamenti, al rispetto dei diritti umani e alle procedure di frontiera.

Adesso, come allora, quando lavorammo in parlamento sul tema, l'obiettivo è conciliare solidarietà e responsabilità”. E' quanto ha dichiarato Patrizia Toia, eurodeputata Pd e vicepresidente della commissione Industria, Ricerca ed Energia.
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