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Gli eurodeputati propongono una piattaforma comune sull’Europa a tutti i candidati alla segreteria del Pd

BRUXELLES, 19 GENNAIO 2019 - Le elezioni europee di maggio sono troppo importanti per l’Italia e per l’Unione europea per correre il rischio che nel Pd le normali differenze di vedute del dibattito democratico interno per l’elezione del segretario diano l’impressione di prevalere sull’unità di fondo della scelta europeista. Per questo, come anticipato a novembre all’Assemblea del Pd, proponiamo ai candidati alla segreteria di approvare e fare propria una piattaforma comune di valori e obiettivi europeisti e progressisti.

In un confronto elettorale segnato dalla diffusione strumentale delle parole d’ordine sovraniste ed euroscettiche sentiamo il bisogno di sottolineare con forza che le idee e i valori europei, per noi democratici, non sono negoziabili, aldilà delle nostre diverse idee di partito espresse dai candidati alla segreteria.

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Sea Watch, lettera eurodeputati Pd: Commissione UE si muova.

La lettera degli eurodeputati Pd - Da oltre 14 giorni, la nave SeaWatch con a bordo 49 migranti tra cui 3 bambini sta navigando nel Mar Mediterraneo, tra l’Italia e Malta, in attesa dell’indicazione di un porto sicuro dove approdare. I soccorritori ci raccontano di una situazione che sta peggiorando sempre più, a causa delle condizioni climatiche non favorevoli i migranti si trovano a convivere in uno spazio assolutamente insufficiente. Devono dormire per terra, ci sono problemi igienici e sono a rischio di ipotermia e disidratazione. Inoltre i viveri a bordo stanno terminando.

Non è tollerabile che alcuni Stati Membri, a partire dall’Italia che ha il porto più sicuro e più vicino, decidano di non essere disponibili a soccorrere e ad accogliere i migranti. Siamo tornati al cinismo scaricabarile tra Paesi europei senza alcun rispetto per la vita umana.

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Migranti: “Governo ha silurato la redistribuzione e ora se la prende con l’UE”

COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 4 GENNAIO 2019 -  “E’ incredibile il cinismo della maggioranza di governo sulla questione immigrazione: dopo che con anni di duro lavoro il Pd era riuscito a portare avanti una proposta sulla riforma di Dublino che prevedeva la redistribuzione obbligatoria dei rifugiati, proposta che è stata approvata da Europarlamento e Commissione, grillini e leghisti hanno prima votato contro il testo a Strasburgo e poi una volta al Governo l’hanno affossata al Consiglio.

Il Governo ha persino respinto la proposta della Commissione per rafforzare la Guardia di frontiera europea. Ora che siamo tornati all’anno zero e al cinico scaricabarile tra Paesi Ue senza alcun rispetto per la vita umana la Commissione non ha alcun mezzo legislativo per imporre soluzioni e gli esponenti di Governo grillini e leghisti, per sapendolo benissimo, continuano a prendersela ipocritamente con l’Europa.

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Manovra: "Negoziato fallimentare, il governo ha ceduto su tutto"

COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 19 DICEMBRE 2018 - “Mentre ancora aspettiamo di vedere i numeri definitivi della legge di bilancio italiana, l’umiliante retromarcia del Governo con la Commissione ha già reso chiaro un punto: Alla fine il Governo ha tagliato quasi 11 miliardi come richiesto dalla Commissione, ha ceduto su tutto pur mantenendo una manovra recessiva che azzera gli investimenti e fa spesa clientelare. Per tre mesi abbiamo assistito a una farsa indegna e inutile sulla ‘manovra del popolo‘ con il deficit al 2,4% con l’unico risultato di buttare dalla finestra qualche miliardo di euro di costi aggiuntivi sugli interessi sul debito e di distruggere la credibilità internazionale dell’Italia.
 
In secondo luogo è oramai evidente che i proclami antieuropeisti della maggioranza, i “me ne frego” e i “tiro dritto”, le feste sul balcone e gli insulti a Juncker hanno finito per realizzare il negoziato più fallimentare della storia italiana. I rigoristi di tutta Europa si sono uniti come mai prima, la legge di bilancio italiana è in buona parte stata scritta o modificata sotto la dettatura dei tecnici della Commissione e l’Italia resterà sotto stretta osservazione almeno fino a gennaio.

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