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LA NEWSLETTER DEGLI EURODEPUTATI PD - APRILE 2018

L'editoriale di Patrizia Toia - Aprile 2018 - Il Parlamento europeo rappresenta la sede della legittimità europea, della sua responsabilità e, quindi, della sua vitalità. E’ qui che si gioca la partita del futuro ell’Europa”.Il Parlamento europeo rappresenta la sede della legittimità europea, della sua responsabilità e, quindi, della sua vitalità. E’ qui che si gioca la partita del futuro ell’Europa”.
 
A pronunciare queste parole, che sottoscriviamo in pieno, è stato il presidente francese Emmanuel Macron nel suo appassionato discorso nell’aula della plenaria a Strasburgo. L’intervento del capo di Stato francese è stato uno degli appuntamenti più rilevanti della sessione plenaria, assieme al dibattito con Federica Mogherini sulla tragedia della Siria. Abbiamo discusso delle iniziative che l’Unione europea può e deve fare per avviare finalmente, con i principali attori internazionali, la ripresa effettivadei colloqui tra le parti a Ginevra per ottenere da subito un cessate il fuoco e la realizzazione di un adeguato piano umanitario in modo da alleviare le terribili sofferenze della popolazione civile .
 
Nella mattinata al capo di Stato francese abbiamo dato atto di aver risvegliato “il sogno europeo” e di essere ancora un alfiere del rilancio e delle riforme necessarie all’Ue. Non abbiamo però mancato di sottolineare la sue contraddizioni su molti punti, dal comportamento della polizia transalpina a Bardonecchia eVentimiglia alla sua evidente attitudine “di grandeur militare francese”, come abbiamo visto nelle operazioni in Siria e anche in iniziative unilaterali in Libia, senza il dovuto coinvolgimento dei partner europei. In ogni caso molti dei suoi propositi per il rilancio del progetto europeo sono quelli su cui già noi del Pd col gruppo europeo dei Socialisti e Democratici lavoriamo da anni e con qualche buon risultato: dalla fine delle politiche di austerità al ministro delle Finanze europeo, dal superamento del regolamento di Dublino sull’immigrazione alla difesa comune, dalla creazione di un Fondo per gli investimenti europeo al Pilastro sociale, dal rafforzamento dellademocrazia basata sullo stato di diritto alla difesa dei diritti umani.
 
Per questo io ho detto chiaro a Macron che il discrimine tra europeisti e sovranisti non bastae che molti europeisti conservatori non aiuteranno a rilanciare l’Ue. Dunque lui dovrà scegliere con chi stare, e non potrà che guardare ai Socialisti e Democratici, se vorrà realizzare nei fatti un nuovo orizzonte europeo. In ogni caso fa molto bene a tutti gli europei ascoltare delle parole di sincero e appassionato europeismo, dopo anni dibugie di populisti ed euroscettici, o di europeisti a parole come sono molti popolari conservatori, che nei fatti non solo accettano nel loro partito Orban, ma sicomplimentano anche per la sua rielezione. “Un Parlamento come il vostro, come il nostro, è un miracolo europeo”, ha detto Macron.
 
Tra i molti interventi degli eurodeputati, nel dibattito che né è seguito, si è fatto notare per radicalismo estremista quello del francese Florian Philippot, l’ex braccio destro di Marine Le Pen, che ora è passato nel Gruppo EFDD, insieme all’euroscettico inglese Nigel Farage e insieme ai grillini. Philippot ha insultato Macron in tutti i modi, ha detto che l’Unione europea è oramai il passato e ha invocato l’uscita dall’Ue della Francia. Tra gli eurodeputati grillini non è volata una mosca. Qualcuno ha qualcosa da ridire tra i 5 stelle sull’intervento del proprio compagno francese di gruppo parlamentare? Niente, silenzio. Tutto questo mentre in Italia Di Maio, che lo scorso dicembredichiarava che in un referendum sull’euro avrebbe votato per l’uscita, ora giura fedeltà all’Unione europea e alla Nato. Martedì gli eurodeputati grillini hannopersino diffuso un comunicato di apprezzamento per le parole di Macron, sottolineando fantomatiche convergenze programmatiche.
 
Quali? I grillini che vogliono tornare all’articolo 18 apprezzano le riforme sul lavoro di Macron? Oppure loro che vogliono statalismo e assistenzialismo apprezzano le liberalizzazioni di Macron? Dopo anni di euroscetticismo livoroso dobbiamo pensare che siano stati folgorati sulla via di Bruxelles? 

Niente di tutto questo, le acrobazie retoriche del Movimento 5 Stelle sono semplicemente l’inevitabile e duro impatto con la realtà, arrivato dopo anni di sbornia euroscettica e populista. Finita la crisi è finita la festa per i professionisti della menzogna e i grillini non solo i soli in Europa a risvegliarsi con un gran mal di testa. Il loro compagno di gruppo parlamentare Nigel Farage l’altro giorno ha ammesso di aver fatto la fila al consolato britannico per dare ai figli un passaportotedesco e garantirgli quella libera circolazione che sarà negata a milioni di giovani inglese se andrà in porto il progetto della Brexit. Farage sarà pure bugiardoma non è scemo e sa bene che anche per i suoi figli prima o poi il futuro arriva, e sarà meglio che sia un futuro europeo!

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