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LA NEWSLETTER DEGLI EURODEPUTATI PD - MAGGIO 2018

L'editoriale di Patrizia Toia (Maggio 2018) - L' Italia è in pericolo e ora è il momento della mobilitazione. Nei giorni scorsi solo la lucidità e la fermezza del presidente Matterella hanno evitato che il Paese fosse travolto da una crisi di sfiducia dei mercati che avrebbe potuto provocare un’uscita dall’euro, e quindi anche dall’Unione europea. La tenuta delle istituzioni democratiche è stata testata dall’aggressività dei movimenti populisti che stanno mettendo a repentaglio lo stato di diritto in diversi Paesi Ue. Sono i cittadini però il vero argine alle derive illiberali. Se la Lega non si è accodata alla richiesta di impeachment e se poi anche il Movimento 5 Stelle ha dovuto fare marcia indietro è anche perché hanno capito che la grande maggioranza degli italiani si è schierata con il Presidente della Repubblica.
 
Personalmente mi ha indignato sentire a Strasburgo sentire arrivare insulti a Matterella anche da Nigel Farage, l’euroscettico inglese compagno di gruppo parlamentare dei grillini, e ho preso la parola per respingere questi attacchi vili. Il populismo è oramai un pericolo in tutta Europa e le parole di Farage, così come le dichiarazioni di Marine Le Pen, dimostrano che le forze che hanno interesse a buttare l’Italia fuori dall’euro e dall’Ue vanno al di là dei confini nazionali. Per questo dobbiamo continuare a vigilare attentamente. La rinuncia dell’economista anti-euro Paolo Savona al ministero dell’Economia significa che abbiamo vinto una battaglia ma non la guerra. Il Governo populista che si è formato continua ad essere un rischio perché ha un programma assolutamente incompatibile con la permanenza dell’Italia nell’Ue, sia dal punto di vista economico che da quello dei diritti civili e dello stato di diritto.
 
Hanno cancellato la scritta “basta euro” dal muro davanti la sede della Lega, ma l’idea di un’uscita del Paese dalla moneta unica è stata tutt’altro che accantonata. Mercoledì 30, mentre a Roma Salvini e Di Maio giuravano di non voler farci uscire dall’euro, a Strasburgo tutti gli eurodeputati grillini e leghisti hanno votato un emendamento al bilancio pluriennale dell’Ue per chiedere “l’istituzione di programmi destinati agli Stati membri che intendono negoziare la loro uscita dall’euro in ragione del fatto che restarvi è diventato insostenibile e intollerabile; ritiene che siffatti programmi debbano prevedere una compensazione adeguata per i danni sociale ed economici arrecati dall’adesione alla moneta unica”. Non è difficile prevedere che ora la questione tornerà in agenda quando il governo distruggerà l’equilibrio dei conti pubblici italiani, conquistato dal 2011 in poi con anni di duro lavoro degli italiani. E forse tornerà in agenda quando il rapporto con la Commissione diventerà, inevitabilmente, acceso. Non solo per i moniti formali della Commisssione o per le inopportune e fuori luogo dichiarazioni di qualche conservatore tedesco come il commissario Ue al Bilancio Gunther Oettinger, ma per quei nodi veri che richiedono capacità, autorevolezza e credibilità dell’Italia e dei suoi rappresentanti.
 
Vedremo come il nuovo governo si muoverà con Bruxelles, se tenterà di nascondere con lo scontro il presumibile fallimento del suo programma irrealizzabile (flat tax e reddito dimcittadinanza), se tenterà di portare l’Italia fuori all’euro nonostante la maggioranza degli italiani sia contraria o se, di fronte alla dura lezione del realismo, si acconceà a trattare per ottenere miglioramenti e riforme del sistema europeo, come , significativamente , abbiamo fatto noi in questi anni. Noi faremo una opposizione molto seria, la faremo nell’interesse del Paese e dell’Europa, la faremo nella convinta difesa della democrazia della Costituzione e dei cittadini italiani. Oggi venerdì i giugno cominciamo dalle piazze d’Italia, a Roma e a Milano.

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