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AUDIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO SULLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Dopo aver convocato Marc Zuckerberg, il Parlamento europeo sta conducendo una serie di audizioni per ricostruire quanto è realmente accaduto nello scandalo Facebook/Cambridge Analytica. Lo scopo del legislatore europeo è evitare che possano ripetersi simili violazioni della protezione dei dati personali dei cittadini. Questo è il link  dove sono pubblicati i lavori delle audizioni del 4 giugno, del 25 giugno e del 2 luglio e, di seguito, un loro estratto.

Estratto delle audizioni parlamentari
 
David Caroll, un professore universitario statunitense, testimone diretto del caso, il 4 luglio 2017 ha sporto denuncia all’Autorità del Regno Unito chiedendo di poter conoscere come Cambridge Analytica (CA) avesse proceduto alla sua profilazione, nonché di poter cancellare il profilo di elettore creato da quest`ultima senza il suo consenso. La denuncia di Carroll e alcune inchieste giornalistiche hanno sollecitato l’azione dell’Autorità per la protezione dei dati del Regno Unito (Information Commissioner’s Office - ICO). Elizabeth Dehnam, Commissario di tale Autorità, è intervenuta confermando che è in corso una indagine formale sull’ecosistema pubblicitario sulle piattaforme internet.
 
Le indagini si svolgono su un doppio binario: quello che prevede azioni di enforcement per assicurare l’applicazione del GDPR e la formulazione di raccomandazioni alle altre Autorità nazionali e alla UE. All’Autorità sono assegnati poteri di indagine e audit, poteri sanzionatori e la facoltà di predisporre ispezioni senza preavviso presso le sedi dei soggetti sottoposti ad indagine. Quest’ultima funzione è fondamentale perché permette di esaminare gli algoritmi in situ, quando stanno operando.
 
Più di 40 componenti dello staff dell’Autorità stanno lavorando full time, insieme a una squadra investigativa composta da altre 20 persone. Le indagini sono ad ampio spettro e hanno come target più di 30 operatori: centinaia di terabyte di dati devono essere analizzati per capire come si sono mossi i flussi di dati. Parallelamente, è al lavoro la Commissione elettorale britannica che sta ridefinendo le regole per il finanziamento delle campagne elettorali.
 
Carole Cadwalldar, giornalista del Guardian, ha confermato che sono diverse le indagini (di giornalismo investigativo e di polizia) in corso sulla campagna del Leave nel Regno Unito e che numerosi sono i reati ipotizzati. Nel dicembre 2016 ha iniziato a lavorare su CA ed ha raccolto prove sul fatto che Nigel Farage abbia avuto un ruolo essenziale nello scandalo; egli è stato il tramite che ha permesso a CA di entrare nella partita del Leave. In particolare, Aggregate IQ – società legata alla sezione canadese di CA - ha lavorato alla compagna sviluppando la piattaforma Ripon. Christopher Whylie, ex impiegato di Cambridge Analytica e Sandy Parakalis, ex manager operativo di Facebook nel 2011 e 2012, hanno confermato il trasferimento di dati di utenti FB unitamente a quelli dei loro “amici” senza che a questi ultimi venisse chiesto il consenso. Whylie ha inoltre sostenuto che tra il 2013 e il 2015 CA ha finanziato lo sviluppo di algoritmi per la profilazione nelle campagne elettorali, specializzandosi nella propaganda nei confronti di specifici segmenti di popolazione per influenzarne le scelte elettorali.
 
Anche la Commissione segue da vicino il tema, anche sotto il profilo della tutela dei consumatori. Andrus ANSIP, Vice-Presidente della Commissione e Sir Julian King, Commissario europeo Sicurezza dell’Unione davanti al Parlamento europeo hanno sottolineato l’importanza di recuperare la fiducia degli utenti di Facebook: ciò può avvenire se viene garantita la trasparenza sulle pratiche di tracciabilità e sui contenuti sponsorizzati, nonché il controllo da parte degli utenti delle informazioni che li riguardano. È inoltre fondamentale che i consumatori e le aziende europee operino in un ambiente online sicuro; si tratta di una condizione essenziale a che l’economia (reale) possa progredire, si pensi ad esempio al commercio online che ha acquisito una fetta crescente delle transizioni commerciali realizzate.
 
Primi risultati e prospettive
 
Il Parlamento europeo continuerà a monitorare l’attuazione del nuovo regolamento GDPR da parte degli Stati e delle aziende che trattano i dati di cittadini dell’Unione.
 
A seguito anche delle pressioni in sede europea, Facebook ha predisposto un sistema di sorveglianza degli account che, in poche settimane, ha individuato 500 milioni di account falsi; in occasione della campagna elettorale in Italia Facebook ha sviluppato modelli neutrali da un punto di vista politico, anche in collaborazione con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
 
Sono state rese più stringenti le regole che Facebook impone alle aziende che collaborano con la piattaforma utilizzando i dati in essa contenuti: a tutti gli utenti sono state notificate le applicazioni aggiuntive a FB che avevano deciso di istallare, offrendo loro la possibilità di disiscriversi; è stata inoltre modificata la modalità di uso del sistema: dopo 3 mesi di mancato utilizzo da parte dell’utente, l’applicazione perde il diritto di accesso ai dati.
 
Visto che nella primavera del 2019 si terranno le elezioni del Parlamento europeo, Giovanni Buttarelli - Garante europeo per la protezione dei dati personali - propone una collaborazione con il Parlamento europeo per affrontare il tema delle campagne politiche e della pubblicità politica. 
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