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DETRAZIONI FISCALI DEL 65% PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEL PATRIMONIO EDILIZIO

La riqualificazione del patrimonio immobiliare è un obiettivo importante o per la riduzione dei gas serra in un orizzonte temporale di 10-15 anni. L’analisi mostra che l’Ecobonus in 12 anni ha permesso una crescita degli interventi di efficientamento energetico del parco residenziale.
ENEA ha misurato gli effetti del sistema delle agevolazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione edilizia e ha constato che esse sono state capaci di influenzare l’innovazione, lo sviluppo, la produzione e la diffusione di mercato di tecnologie per il risparmio energetico. Esse sono state un complemento importante per completare gli standard obbligatori e le politiche di etichettatura permettendo la penetrazione del mercato di prodotti più efficienti dal punto di vista energetico.
 
  1. Il contesto nazionale
  • Rispetto all’obiettivo previsto per il periodo 2011-2020 nel Piano per l’Efficienza Energetica (PAEE) del 2014, i risparmi nel 2017 sono stati poco più di 8 Mtep/anno (52% dell’obiettivo finale) e sono in parte legati all’uso di certificati bianchi e alle detrazioni;
  • A livello settoriale, il residenziale ha già raggiunto l’obiettivo 2020 (3.64 Mtep);
  1. Il meccanismo delle detrazioni fiscali per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente
  • Con la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 l’aliquota di detrazione è stata ridotta dal 65% al 50% per spese nel 2018 (per finestre con infissi, schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, generatori di calore a biomassa combustibile).
  • Detrazioni al 65% rimangono in alcuni casi specifici (sostituzione apparecchi di climatizzazione invernale con sistemi di termoregolazione a condensazione appartenenti alla Comunicazione 2014/C 207/02 CE) o apparecchi ibridi;
  1. Risultati conseguiti
  • 3.3 milioni di interventi dal 2007, di cui 2.3 dal 2011, 1.5 milioni nel periodo 2014-2017 e 420000 nel 2017;
  • 35.5 miliardi di investimenti dal 2007, di cui 23.3 dal 2011, 13.5 negli ultimi quattro anni e 3.7 nel 2017.
    • Degli investimenti del 2017 l’80% è stato dedicato ad edifici costruiti prima degli anni ’80;
  • Gli interventi nel 2017 hanno permesso un risparmio di oltre 1300 GWh/anno (contributo principale è quello dei serramenti);
  1. Il mercato delle tecnologie incentivate
  • La percentuale di caldaie a condensazione vendute dall’inizio del 2018 è aumentato dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2017. SI prevede una progressiva riduzione di quelle non a condensazione;
  • Con riguardo al mercato italiano dei serramenti, nel 2017 ha raggiunto un valore di 4.5 miliardi EUR e si prevede per il 2018 un aumento fino a 4.65 miliardi (fonte: UNICMI su dati ISTAT).
  1. La riqualificazione dei condomini e il ruolo dell’amministratore
  • Affinché le possibilità dell’Ecobonus siano sfruttate è fondamentale il ruolo dell’amministratore di condominio. Secondo un progetto pilota a cui hanno partecipato alcuni amministratori, il maggior ostacolo nella riqualificazione dei è infatti la difficoltà per i condòmini di capire i vantaggi degli investimenti nell’efficientamento energetico. È stata evidenziata la necessità di poter contare su solidi supporti normativi, procedurali e tecnici;
  1. Le ricadute socioeconomiche dell’Ecobonus
  • Nel complesso, gli investimenti attivati sia dal recupero edilizio sia dalla riqualificazione energetica abbiano assorbito una media di circa 250.000 occupati nel periodo 2011-2017, oltre 370.000 tenendo conto anche dell’indotto;
  • Un investimento di 200.000 euro è in grado di assorbire due occupati diretti e uno nell’indotto. Dal 2007, in media, gli investimenti attivati hanno occupato oltre 31.000 addetti diretti e circa 16.000 nell’indotto.
  • In termini medi, la spesa per prodotti energetici del settore residenziale ammonta, nel 2016, a 1.329 euro annui a famiglia: 640 euro per il gas e 595 per l’energia elettrica;
  • Al risparmio energetico derivante dagli interventi di riqualificazione energetica incentivati dall’Ecobonus è possibile associare un risparmio medio sulla bolletta che varia dai 250 € del 2014 ai 150 € nel 2017.
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