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CULTURA E SVILUPPO

trasazioni finanziarieLa cultura è sviluppo. Per quanto oggi ci possa sembrare ovvia quest'affermazione bisogna ricordarci che questa è una scoperta relativamente recente delle politiche europee e nazionali. Troppo spesso la cultura viene considerata un lusso, un investimento meritevole ma non sempre necessario e per questo è la prima voce da tagliare quando bisogna ridurre i bilanci. Quanto è nata la Comunità economica europea la politica culturale era inesistente.E' stato necessario aspettare il Trattato di Maastricht del 1992 per vedere riconosciuta la necessità di una competenza europea nell'ambito della cultura. Poi solo con il Trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009 l'Ue ha riconosciuto pienamente l'importanza della cultura, delle “eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa” e tra gli obiettivi prioritari dell'Ue sono stati indicati il rispetto della “ricchezza della sua diversità culturale e linguistica” e la “salvaguardia e lo sviluppo del patrimonio culturale europeo”. Gli ultimi difficili anni di crisi dell'euro e di crescente euroscetticismo hanno poi reso urgente l'investimento nella cultura, che ha risentito della crisi economica, nella formazione di una coscienza europea e nel sostegno a un'industria della creatività che possa rendere solida l'identità del Continente in un mondo dove anche l'industria culturale è fortemente globalizzata. Per questo oggi esistono molti programmi e molti fondi europei, non sempre sfruttati pienamente,che mirano a tutelare il patrimonio culturale comune e a renderlo accessibile agli altri. Si punta a dare sostenere le arti e i settori creativi attraverso programmi sulle tecnologie digitali, di assistenza ai progetti di ricerca e programmi di cooperazione con i Paesi partner dell'Ue e del resto del mondo. Tra le politiche dell'Ue figurano l'istruzione, compreso l'apprendimento delle lingue, la ricerca scientifica, il sostegno alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, le politiche regionali e lo sviluppo regionale.Con il Programma Europa creativa l'Ue ha stanziato 1,46 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 sviluppando ulteriormente i programmi Media, Media Mundus e Cultura. Inoltre sono istituiti diversi premi destinati al patrimonio culturale, all'architettura, alla letteratura e alla musica e ogni anno due città europee vengono scelte come capitali della cultura.Insomma, l'Unione europea oggi è pienamente consapevole del ruolo della cultura per lo sviluppo. Quello che è necessario è diffondere questa consapevolezza a tutti i livelli e confrontarci,anche grazie ad appuntamenti come questo, con le tante esperienze locali di successo che sono riuscite in modi diversi e creativi a fare cultura e così a porre le basi per uno sviluppo sostenibile e duraturo. (Patrizia TOIA - Capodelegazione Pd al Parlamento europeo).

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