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Donne. Lavoro e pensione - Le proposte del PD

Anche in questa legislatura ci stiamo battendo sia in aula che in commissione per fare approvare le nostre proposte. Sappiamo che è difficile in questa stagione politica e parlamentare pensare ad una revisione strutturale delle normative sulle pensioni, ma le iniziative che intendiamo portare avanti vogliono andare in una direzione ben precisa che possiamo riassumere con questi obiettivi: ripristinare la gradualità dell'età pensionabile delle donne; abolire la norma Fornero; perfezionare le specifiche misure compensative. La pensione è il riassunto della vita lavorativa di ogni persona e per le donne è l’ennesima dimostrazione della scacchiera su cui si incastrano il lavoro professionale, il tempo dedicato ai figli e quello alla cura degli altri familiari, come genitori anziani o parenti disabili. Non solo: quante volte le donne lavorano nel bar, nel negozio o nell’azienda di famiglia senza essere regolarmente assicurate, solo perché è normale “dare una mano”?  I dati relativi al 2012 sono molto significativi: su quattro donne che sono andate in pensione lo scorso anno tre hanno ottenuto una pensione di vecchiaia, il cui l’importo medio è di 656,11 euro, e solo una ha potuto ottenere la pensione di anzianità, con importo medio di più del doppio, 1.492,72 euro. Arrivare a 40 anni di contributi per una donna quindi continua ad essere un’eccezione, è assai più comune “conquistare” la pensione di vecchiaia. Per gli uomini, invece, le percentuali sono molto diverse: il 61% ha ottenuto una pensione di anzianità e solo il 39% quella di vecchiaia, con relativi risvolti in termini economici. Negli anni passati l’unica compensazione che veniva riconosciuta alle donne, per questa penalizzazione professionale, era l’anticipo sull’età per la pensione di vecchiaia rispetto agli uomini: 55 anni per le donne e 60 per gli uomini fino al 1992, poi siamo passati a 60 anni per le donne e 65 per gli uomini, ma con gradualità, l'innalzamento dell'età era stato previsto di 1 anno anagrafico ogni 2 anni solari; dal 2011 con la manovra Fornero la differenziazione è stata del tutto azzerata, la pensione di vecchiaia viene erogata indistintamente a donne e uomini, a partire dai 66 anni di età, e qualora la pensione non superi 1,5 volte l'assegno sociale, 560 euro al mese addirittura dai 70 anni. Questa norma va assolutamente modificata.

"Donne. Lavoro e pensione" - Le proposte del Partito Democratico (pdf)