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"UNA NUOVA EUROPA PER RICONQUISTARE LA FIDUCIA DEI CITTADINI"

Intervista di Patrizia Toia (Capodelegazione degli eurodeputati Pd) - Democratica, 23 novembre 2017 -  l Governi devono decidere in modo trasparente e pubblico e i cittadini devono poter far sentire la propria voce anche attraverso i propri rappresentanti eletti al Parlamento europeo. Non è una questione di forma, né di quale città sia più attrezzata ad ospitare l’Agenzia europea per i medicinali, né di quanto pesi l’Italia in Europa. L’obiezione che, come eurodeputati Pd abbiamo sollevato a Bruxelles martedì scorso con una lettera ai vertici comunitari e che solleviamo da anni, riguarda la sostanza e la qualità del progetto di integrazione.  L’Unione europea è solo la somma dei governi, che prendono le decisioni a porte chiuse, o è un’istituzione trasparente e democratica? E’ una riedizione in giacca e cravatta del vecchio “Giochi senza frontiere” con tanto di sorteggi o è un progetto di integrazione transnazionale che risponde prima di tutto ai cittadini e ai loro bisogni, da qualsiasi Paese Ue essi provengano?
 
Lunedì i ministri europei riuniti a Bruxelles hanno stabilito, attraverso un complicato sistema di voto deciso dai governi stessi, che dopo la Brexit le agenzie Ema ed Eba, attualmente a Londra, traslocheranno rispettivamente ad Amsterdam e Parigi. Milano, che si era candidata a ospitare l’Ema, è stata sconfitta al ballottaggio e con il sistema del sorteggio dopo essere arrivata a parità di voti con Amsterdam.
 
Si tratta di una delusione cocente per chi, eurodeputati compresi, in questi mesi ha lavorato alacremente per sostenere la candidatura, in un buon lavoro di squadra insieme Governo ed enti locali. Quello che dispiace di più però è perdere la battaglia al sorteggio e al termine di tre votazioni in cui i ministri hanno negoziato freneticamente e segretamente favori, dossier e veti.
 
Al Governo italiano va riconosciuto pienamente di aver riconquistato in questi anni la fiducia dei partner europei e di aver condotto con grande autorevolezza e competenza questo dossier, come dimostra il fatto che Milano, sommando le tre votazioni, è la città che ha ottenuto più consensi. Inoltre a giugno l’Italia è stata tra i pochi Paesi, paradossalmente insieme all’Olanda, che ha contestato il nuovo sistema di regole.
 
Non è in dubbio la rilevanza del nostro Paese in Europa, come hanno sostenuto con grande faccia tosta quelle forze euroscettiche che vorrebbero le agenzie europee in Italia e allo stesso tempo ci vorrebbero far seguire l’esempio del Regno Unito, che ora deve rinunciare alle agenzie che aveva, proponendo referendum sull’euro o semplicemente l’uscita dall’Ue. Il problema è che non è questa l’Unione europea che ci serve per riconquistare la fiducia dei cittadini. In questo modo si è data l’impressione di un’Europa che non vuole decidere apertamente né vuole prendersi le proprie responsabilità. Noi chiediamo invece che le decisioni e le scelte che riguardano i cittadini europei e le istituzioni comunitarie siano prese in modo pubblico, trasparente e motivato, coinvolgendo anche il Parlamento europeo, e che i ministri e i governi debbano rendere conto agli elettori dei propri voti così come facciamo noi eurodeputati.

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