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In vista delle tornate elettorali del 2017 molti analisti avevano paventato il rischio dell'affermarsi di movimenti euroscettici in tutta Europa. Ma dai primi voti in Francia e Gran Bretagna il rischio sembra essere stato sovrastimato. Emmanuel Macron ha sonoramente battuto Marine Le Pen nella corsa all'Eliseo e per il rinnovo dell'Assemblea nazionale. Mentre a Londra Theresa May ha rischiato la debacle, mentre gli euroscettici dell'Ukip sono scomparsi. "Con Macron all'Eliseo c'é più speranza di cambiare il destino dell'Europa che negli ultimi anni era sovrastato da una nuvola nera", spiega ad Affaritaliani.it Patrizia Toia, eurodeputata e capodelegazione del Pd a Strasburgo. "Macron ha vinto le elezioni all'insegna di un programma orgogliosamente europeista. Certo é stato critico su molte storture dell'Unione, che devono essere eliminate, ma il suo é un approccio propositivo e speranzoso". 

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Caro direttore, da domani mattina nessuno si ricorderà più che il roaming e mai esistito e nessuno si ricorderà delle persone, che come noi eurodeputati, hanno lottato per più di dieci anni contro l'ostinazione delle compagnie telefoniche e di alcuni governi. Personalmente ho negoziato con il Consiglio e la Commissione, in quanto relatrice del Gruppo S&D, e solo all'alba del 30 giugno 2015, abbiamo raggiunto l'accordo finale dopo 12 ore di discussioni, ho capito che avevamo vinto. Non vi stupirete neanche quando un giorno qualcuno vi dirà che "ha fatto più vodafone (o Tim o Wind o chi volete voi" per l'Europa che non l'Europa stessa". Alcuni penseranno anche che è proprio vero! Il vantaggio delìUnione si percepisce quando si utilizza il cellulare in vacanza, non quando si sente parlare di summit, risoluzioni, procedure di infrazione. E' già successo.     

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Non basta il capriccio populista di un presidente americano per smontare un accordo che l'Unione europea ha costruito in anni di battaglie. L'accordo di Parigi sul clima del 2015è il punto di arrivo di un processo iniziato al summit della Terra del 1992. Allora non esistevano ancora prove incontrovertibili sul fatto che il cambiamanto climatico è causato dall'uomo. Politicamente uscivamo da una lunga guerra fredda dopo la quale sembrava che il mondo dovesse essere guidato solo dalla potenza americana vincente. Dal punto di vista geopolitico la Cina era praticamente inesistente, cosi come la Russia. Non eistevano ancora i Paesi emergenti, non esisteva il G20, nato sette anni dopo, e la globalizzazione come la conosciamo oggi era appena agli inizi.  

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Siamo il secondo Paese manifatturiero dell'Ue, la terza economia dell'eurozona, il nono Paese al mondo per esportazioni e l'ottavo per surplus commerciale, cioè la differenza tra esportazioni e importazioni che in Italia è in positivo per circa 50 miliardi di euro. L'export italiano equivale a circa il 30% del nostro Prodotto interno lordo, mentre le importazioni si fermano al 27%. Giovedì le previsioni economiche della Commissione europea hanno confermato che la crescita economica italiana, che resta troppo lenta, è sostenuta principalmente dalle esportazioni, che sono destinate ad aumentare in linea con l'aumento della domanda esterna. Questi sono i dati da cui si dovrebbe partire quando in Italia si parla di globalizzazione.    

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