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Intervista di Patrizia Toia (Capodelegazione degli eurodeputati Pd) - Democratica, 23 novembre 2017 -  l Governi devono decidere in modo trasparente e pubblico e i cittadini devono poter far sentire la propria voce anche attraverso i propri rappresentanti eletti al Parlamento europeo. Non è una questione di forma, né di quale città sia più attrezzata ad ospitare l’Agenzia europea per i medicinali, né di quanto pesi l’Italia in Europa. L’obiezione che, come eurodeputati Pd abbiamo sollevato a Bruxelles martedì scorso con una lettera ai vertici comunitari e che solleviamo da anni, riguarda la sostanza e la qualità del progetto di integrazione.  L’Unione europea è solo la somma dei governi, che prendono le decisioni a porte chiuse, o è un’istituzione trasparente e democratica? E’ una riedizione in giacca e cravatta del vecchio “Giochi senza frontiere” con tanto di sorteggi o è un progetto di integrazione transnazionale che risponde prima di tutto ai cittadini e ai loro bisogni, da qualsiasi Paese Ue essi provengano?

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COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 17 NOVEMBRE 2017 - “Era il nostro obiettivo fin dall’inizio della legislatura e oggi l’abbiamo raggiunto: i leader europei hanno approvato a Goteborg, in Svezia, la carta dei diritti sociali dell’Ue. Una cosa che abbiamo chiesto con forza come Gruppo dei Socialisti e Democratici e come eurodeputati Pd. Gli Stati membri si sono impegnati a tenere conto dei parametri sociali. Se questa carta ci fosse stata negli anni passati avremmo avuto più forza nel contrastare l’austerità . Ora vigileremo sul suo rispetto, a cominciare dalla valutazione delle leggi di bilancio nel semestre europeo e dalle riforme della zona euro. Come ha giustamente detto Juncker, il Pilastro Sociale dell’Ue non è un esercizio di poesia, è l’Europa che cambia verso e noi pretenderemo che alle parole seguano i fatti”
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COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 16 NOVEMBRE 2017 - “E’ uno scandalo il voto di oggi degli eurodeputati grillini a Strasburgo che si sono schierati contro la richiesta di riforma del Regolamento di Dublino. Grillo e Di Maio non perdono occasione per creare allarmismo sull’immigrazione e tuonare contro l’Europa e poi difendono le regole che scaricano sull’Italia tutto il peso degli sbarchi con l’assurdo principio del Paese di primo ingresso. Chi sbarca in Italia sbarca in Europa e tutti gli Stati membri devono farsene carico. Se Di Maio è contrario vada a fare campagna elettorale in Ungheria”  - Lo ha dichiarato la capodelegazione Pd, Patrizia Toia, dopo l’approvazione in plenaria del mandato sulla riforma del sistema d’asilo Ue, con 390 a favore, 175 contro e 44 astenuti -

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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 15 NOVEMBRE 2017 - “Martedì il commissario Ue Jyrki Katainen ha sollevato un polverone di polemiche con le sue dichiarazioni: “la situazione in Italia non sta migliorando – ha detto – la sola cosa che posso dire è che tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la situazione”. Ecco appunto, qual è la situazione? Su una cosa ha ragione il commissario Katainen: agli italiani va detta la verità, ma va detta per intero, e la verità è che in questi anni i governi di Renzi e Gentiloni hanno scelto la crescita e l’occupazione, invece di inseguire il pareggio di bilancio imposto dal Fiscal Compact e le indicazioni miopi della Commissione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quasi un milione di nuovi posti di lavoro e crescita più forte del previsto. Questo è stato possibile grazie alla serietà e all’affidabilità dei governi Pd, che hanno saputo imporre alla Commissione le proprie scelte e hanno saputo fare le riforme che l’Europa ci chiedeva da anni. Una cosa che sarebbe stata impossibile con Berlusconi al governo e meno che mai con Grillo.L’altro lato della medaglia, quello a cui fa riferimento Katainen in modo troppo criptico, è che i nostri conti pubblici non ci permettono di concederci il lusso di nuovi “bunga bunga” o di avventure euroscettiche. Non è vero che la situazione (dei conti pubblici) “non sta migliorando”, ma è sicuramente vero che non sta migliorando come vorrebbe l’esecutivo comunitario perché i governi italiani hanno fatto scelte politiche diverse. E’ questa la verità che va detta chiaramente agli italiani. La Commissione si accinge a inviare una lettera al Governo che pone le basi per un commissariamento futuro. Se l’Italia tornerà a essere quella di prima anche l’Ue rischia di tornare ai tempi bui dell’austerità e della troika. Sarebbe un deprecabile ritorno al passato in cui ci perderebbe sia l’Italia che l’Unione europea”.
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© 2017 Patrizia Toia

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