AREA STAMPA

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Regole chiare, tempi certi e sguardo rivolto al fututo. E' questa la formula adottata in Europa per cogliere pienamente le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e accolta dall'Italia, che oramai è fra i Paesi di testa nella sperimentazione delle connessioni mobili 5G. Questa settimana nella sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo abbiamo approvato a larghissima maggionarza il mio rapporto sull'utilizzo della banda 700 mhz dello spettro radio, che impegna gli Stati membri a mettere am disposizione la banda 700 mhz per lo sviluppo delle telecomunicazioni e i servizi digitali per il cittadino

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 18 MARZO 2017

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L'Europa è a un bivio e per rilanciarsi ha bisogno di più democrazia e più potere ai cittadini. Per questo è giusto che il Governo italiano sia pienamente impegnato negli sforzi per arrivare al 25 marzo a una Dichiarazione di Roma il più possibile forte e condivisa, mettendo l'accento sulla questione sociale. Non si tratta solo questioni di principio, ma della possibilità di avviare un nuovo corso europeo in cui l'Ue corregga i difetti che noi italiani e noi eurodeputati progressisti le abbiamo sempre imputato. L'europa a due velocità può significare, per certi versi, più democrazia e più capacità decisionale. 

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 11 MARZO 2017

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L'unica cosam certa oggi quando si parla di lavoro è che non ci sono certezze. Per questo in un epoca di impetuose trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali è bene diffidare di chi spaccia soluzioni facili e ideologiche, come il ritorno al mercato del lavoro protetto degli anni 70, sostenuto da quella parte della sinistra che rifiuta di confrontarsi con la miodernità e il riformismo, o come il salto nel buio delle teorie sulla fine del lavoro, con proposte nebulose come il "reddito di cittadinanza" proposto dai grillini. L aquestione è cruciale, non solo nel dibattito politico italiano.   

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 4 MARZO 2017

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No, non abbiamo votato l'inserimento del Fiscal Compact dei Trattati, come ha cercato di sostenere qualcuno, e no, non è vero che l'Italia è "il ventre molle dell'Europa" e che in questi anni ha perso l'occasione di risanare il debito pubblico, come sostiene l'economista tedesco Daniel Gros e come pensa quelche commissario europeo a Bruxelles. A starsburgo abbiamo votato per cambiare il Fiscal Compact e in questi anni l'Italia si è rifiutata di strangolare la propria economia con un risanamento accelerato, approfittando per fare riforme importanti. 

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 25 FEBBRAIO 2017

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