GRUPPO S&D

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EQUILIBRIO NEGLI SCAMBI COMMERCIALI TRA UE E CINA

Il gruppo S&D sostiene il rafforzamento delle relazioni tra l'UE e la Cina basate su condizioni di parità. Vorremmo, pertanto, che le relazioni commerciali tra l'UE e la Cina si fondassero su determinate condizioni. L'UE dovrebbe esprimersi con una sola voce. L'effetto della politica commerciale dell'UE sulla Cina è spesso indebolito da interessi nazionali divergenti perseguiti dagli Stati membri.

Privilegiamo, al contrario, un approccio unico e coerente nei confronti della Cina. La Cina spesso viola o non attua la normativa in materia di diritti di proprietà intellettuale. Il commercio di prodotti contraffatti non soltanto rappresenta un'attività criminale ma, soprattutto, può avere gravi ripercussioni sulla salute dei consumatori (come nel caso dei medicinali falsi) o sull'ambiente (prodotti chimici). Il nostro gruppo chiede che l'UE operi in stretta collaborazione con la Cina al fine di dare corretta attuazione ed esecuzione alle leggi in materia di diritti di proprietà intellettuale. Il nostro gruppo si oppone a qualsiasi concessione unilaterale alla Cina riguardante lo status di economia di mercato nel 2016, nelle circostanze attuali. Risulta pertanto necessario che l'UE trovi un modo per adempiere agli impegni assunti nell'ambito dell'OMC, garantendo al contempo la protezione dei lavoratori europei da pratiche commerciali sleali.

Il nostro gruppo sollecita la Commissione europea a collaborare con gli altri membri dell'OMC affinché coordinino in modo strategico un approccio comune nell'ambito dell'OMC, prima di intraprendere qualsiasi azione.
Qualsiasi decisione riguardante lo status di economia di mercato dovrebbe basarsi su una valutazione di impatto solida ed esauriente al fine di valutare le conseguenze sull'occupazione e sulla crescita sostenibile di tutti i settori dell'UE e sul pieno rispetto da parte della Cina dei cinque criteri stabiliti dalla Commissione europea.

Emerge chiaramente la necessità per l'UE di continuare a utilizzare uno strumento antidumping efficace che tenga conto dell'effettiva situazione di mercato della Cina. Inoltre, non dovremmo attendere che i danni provocati da pratiche sleali diventino irreversibili per la nostra industria e dovremmo, invece, seguire l'esempio di altre economie nel mondo.

Nell'ambito del regolamento antidumping di base dell'UE, la Commissione dovrebbe essere pronta ad avviare inchieste "d'ufficio" e a stabilire misure sulla base del "rischio di pregiudizio", ove giustificato dall'evidenza dei fatti. La Commissione dovrebbe inoltre accelerare le inchieste prima di imporre misure di difesa commerciale e avvalersi dell'intera gamma di strumenti di difesa commerciale.

In particolare, auspichiamo che sia eliminata la regola del dazio inferiore, poiché non rappresenta un obbligo previsto dalla legislazione dell'OMC e ci pone in una situazione di svantaggio concorrenziale rispetto ai nostri partner commerciali, come gli Stati Uniti che non la attuano e, di conseguenza, possono imporre dazi antidumping più elevati.

Il nostro gruppo dovrebbe sollecitare la Commissione europea e il Consiglio ad avviare un processo di modernizzazione e rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale dell'UE. A tale proposito, dovremmo permettere il rinvio alla Commissione affinché tutte le parti sociali europee, inclusi non solo gli imprenditori (come sta già avvenendo) ma anche le organizzazioni sindacali, avviino inchieste antidumping.

Chiediamo alla Commissione di adottare misure efficaci al fine di assicurare condizioni migliori di accesso al mercato basate sulla reciprocità. La Cina si dichiara piuttosto soddisfatta dell'accesso al mercato concesso dall'UE e dagli Stati membri, ma questa apertura non dovrebbe essere data per scontata. Infatti, la Cina ha sempre criticato l'imposizione di misure di difesa commerciale sui suoi prodotti e considera le misure antidumping imposte dall'UE come uno strumento protezionistico. La procedura per concedere aiuti di Stato alle aziende che operano sul mercato cinese dovrebbe essere completamente trasparente.

La Cina dovrebbe adeguare i programmi di sovvenzione nazionale ai requisiti dell'OMC, nonché migliorare le proprie condizioni sociali e lavorative e le norme ambientali al fine di evitare qualsiasi forma di dumping sociale o ambientale. Non dovrebbe altresì discriminare gli operatori stranieri e accumulare norme tecniche e procedure onerose di valutazione della conformità, che sono utilizzate come strumenti protezionistici

Scarica il documento del Groppo S&D "Equilibrio negli scambi commerciali tra UE e cina"

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© 2017 Patrizia Toia

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