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Sanzioni di una gravità senza precedenti sono state annunciate martedì dal Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, contro il deputato polacco Janusz Korwin-Mikke per le sue inaccettabili osservazioni contro le donne, espresse il 1° marzo nel corso della discussione in plenaria sul "divario retributivo di genere". Conformemente alla decisione, all'eurodeputato non sarà versata l’indennità giornaliera per un periodo di trenta giorni, sarà sospeso dalle attività parlamentari per dieci giorni (conservando il diritto di voto) e non potrà rappresentare il Parlamento europeo per un anno.

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Il Parlamento ha approvato martedì nuove misure per incoraggiare le grandi aziende europee a focalizzarsi sui risultati di lungo termine. Queste misure introducono il potere per gli azionisti di votare sulla politica di remunerazione dei direttori e faciliteranno l’identificazione degli azionisti da parte delle compagnie. Il relatore ha dichiarato che “l’accordo sulla direttiva per i diritti degli azionisti approvata oggi dalla plenaria del PE è molto positivo. Le misure concordate aiuteranno a spingere gli investimenti verso un approccio orientato a più lungo termine e assicureranno maggiore trasparenza per le società quotate e per gli investitori.”

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Come sapete, il 25 marzo a Roma si celebreranno i 60 anni dell'Europa, cioè della firma dei Trattati di Roma del 1957 che hanno istituito la "Comunità europee", l'istituzione che, dopo l'evoluzione e lo sviluppo dei suoi confini e delle sue competenze, è diventata l'attualel'Unione Europea. E' questa l'occasione per chiederci che "futuro vogliamo per l'Unione Europea", domanda che riguarda tutti, le istituzioni, la politica, le associazioni e i cittadini. Infatti la risposta non verrà solo dalle istanze pubbliche ma dal sostegno dei popoli europei e dalla convinzione europeista delle persone.

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Come capogruppo del PD, ho insistito affinché venisse messa nero su bianco la richiesta di rivedere il Fiscal Compact in Parlamento. Questo provvedimento rappresenta una priorità per l’Italia: tutti i suoi limiti, emersi chiaramente con gli sforamenti del deficit di Francia, Spagna e Portogallo, dovranno essere presi in considerazione insieme alla comunicazione sulla flessibilità ottenuta dall'Italia nel 2015 e alle richieste per una “golden rule” sugli investimenti.

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