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Il Parlamento ha accolto con favore la relazione congiunta sulla Brexit e ha raccomandato di passare alla seconda fase dei colloqui. In una risoluzione votata mercoledì, il Parlamento ha accolto con favore la relazione congiunta sui progressi della Brexit, presentata dai negoziatori dell'UE e del Regno Unito l’8 dicembre. La risoluzione è stata approvata con 556 voti favorevoli, 62 contrari e 68 astensioni. Nel testo, I deputati raccomandano ai capi di Stato e di governo dell'UE-27 di decidere, il prossimo 15 dicembre, il passaggio alla seconda fase dei negoziati.

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Per combattere l’evasione fiscale, i deputati hanno chiesto registri pubblici sulla titolarità effettiva, un'efficace protezione degli informatori e regole contro gli intermediari. - Queste misure figurano tra le 211 raccomandazioni formulate dalla commissione speciale d'inchiesta del Parlamento europeo sul riciclaggio di denaro, l'elusione fiscale e l’evasione fiscale (PANA) che i deputati hanno approvato mercoledì, con 492 voti in favore, 50 voti contrari e 136 astensioni. Fra le principali raccomandazioni stilate dalla commissione figurano:

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Il Parlamento è pronto ad avviare i negoziati per la riforma del regolamento di Dublino, con l’obiettivo di garantire una ripartizione equa dei richiedenti asilo tra i Paesi UE. Il mandato negoziale sulla riforma del sistema d’asilo dell’UE, redatto dalla commissione per le libertà civili, è stato approvato con 390 voti in favore, 175 voti contrari e 44 astensioni. I deputati potranno ora avviare colloqui con il Consiglio, non appena gli Stati membri avranno concordato la propria posizione negoziale. Le modifiche proposte mirano a porre rimedio alle carenze dell’attuale sistema e a garantire che tutti gli Stati membri accettino la propria parte di responsabilità per l'accoglienza dei richiedenti asilo. Nel quadro della riforma, il Paese in cui un richiedente asilo arriva per primo non sarebbe più automaticamente responsabile del trattamento della domanda di asilo. I richiedenti asilo verrebbero invece ripartiti tra tutti i Paesi dell'Unione europea e sarebbero ricollocati in un altro Stato membro rapidamente e in maniera automatica. I Paesi UE che non accolgono la propria quota di richiedenti asilo rischierebbero, secondo la proposta dei deputati, di veder ridotto il loro accesso ai fondi UE.

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© 2017 Patrizia Toia

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