COMMISSIONI PARLAMENTARI

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RICERCA E INNOVAZIONE PRIORITA’ CHIAVE PER L’UNIONE EUROPEA

La scorsa settimana in Commissione ITRE (Commissione per l’Industria, ricerca, energia e Telecomunicazioni) sono stati votati due report legati alla Ricerca e l’Innovazione nell’Unione europea: PRIMA: partecipazione dell'Unione al partenariato per la ricerca e l'innovazione nell'area del Mediterraneo : Con 180 milioni di persone ritenute "povere di risorse idriche", la regione mediterranea è generalmente caratterizzata da elevati livelli di stress idrico. La gestione non sostenibile dell'approvvigionamento idrico e dei sistemi alimentari nell’area del Mediterraneo è dovuta a una serie di fattori, tra cui l’instabilità politica, i cambiamenti climatici e la rapida crescita della popolazione. Una delle cause principali di questo fenomeno è l'assenza di un insieme di soluzioni innovative comuni che siano adattate alle realtà locali e facilmente trasferibili da una realtà all'altra. 

Il 18 ottobre 2016, la Commissione europea ha adottato una proposta (link) di istituire un nuovo partenariato pubblico-pubblico per la ricerca e l'innovazione nell’area del Mediterraneo (PRIMA) ai sensi dell'articolo 185 del TFUE, concentrandosi su due questioni socio-economiche fondamentali che sono importanti per la regione: i sistemi agro-alimentari e la gestione delle risorse idriche.

L’obiettivo strategico del programma è l’attuazione di un programma congiunto nell'ambito delle disposizioni di Orizzonte 2020 per lo sviluppo e l'adozione di soluzioni innovative e integrate per migliorare l'efficienza, la sicurezza, la protezione e la sostenibilità dei sistemi agro-alimentari e della gestione delle risorse idriche nell'area del Mediterraneo.

A seguito dell’accordo raggiunto dalla presidenza maltese (Consiglio europeo) con il Parlamento europeo è stato stabilito che l'UE contribuirà alla messa a punto di tali progetti con un contributo di 220 milioni di EUR provenienti dal programma quadro di ricerca e innovazione (Orizzonte 2020).

L'iniziativa PRIMA metterà in comune le conoscenze tecniche e le risorse finanziarie dell'UE e degli Stati partecipanti. Attualmente il partenariato coinvolge undici Stati membri dell'UE: Croazia, Cipro, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Slovenia, nonché otto paesi terzi: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia e Turchia.

Il Partenariato PRIMA, sarà operativo dal 2018 e incoraggerà la crescita sostenibile e inclusiva e la promozione dello sviluppo locale nelle zone rurali garantendo la sicurezza alimentare e idrica in modo ecologicamente sostenibile, la creazione di posti di lavoro, opportunità di business e sostegno ai piccoli agricoltori.

Relazione del Parlamento UE (link) 

-      Valutazione della messa in atto di Orizzonte 2020 in vista della sua valutazione intermedia e della proposta relativa al 9° Programma quadro: Orizzonte 2020 è il programma UE per la ricerca e l’innovazione, nato nel 2011 secondo gli obiettivi Europa 2020. Si basa su una visione di crescita intelligente, sostenibile e solidale attraverso la traduzione del progresso scientifico in prodotti e servizi innovativi che offrano opportunità imprenditoriali e cambino in meglio la vita dei cittadini. Nel contempo riduce drasticamente le formalità burocratiche semplificando norme e procedure per attirare più ricercatori di punta e una gamma più ampia di imprese innovative.

Oggi la società europea deve affrontare profonde sfide (populismi nazionalisti, xenofobia, terrorismo internazionale, disuguaglianze, flussi migratori, progressi tecnologici, sfide sociosanitarie, cambiamento climatico, sostenibilità delle risorse naturali) che presuppongono un nuovo paradigma al quale fornire risposte dalla prospettiva e nell'interesse della società, tutelando i valori e i principi che caratterizzano l'UE.

La R&S deve essere uno strumento chiave per superare tali sfide e per sottolineare l’importanza dei valori europei in modo da conseguire una società della conoscenza al servizio e nell'interesse dei cittadini, una società sostenibile e inclusiva, in cui la comunità scientifica e l'industria siano mezzi per raggiungere il fine ultimo di una scienza pensata per la società e dalla società.

Orizzonte 2020 ha rappresentato una reazione a questo mondo in continuo cambiamento ed è su questa linea che deve proseguire il prossimo 9PQ. Ma al fine di rendere il 9PQ più efficiente e efficace è necessario rafforzare alcuni punti importanti: nella relazione del Parlamento UE viene sottolineata l’importanza di far fronte ai divari tra le regioni nell’ambito dell’investimento in R&S, puntando non solo sulle risorse di bilancio ma anche sul capitale umano con una formazione avanzata, sull'infrastruttura tecnologica e sulla collaborazione tra l'università e il mondo delle imprese. Il finanziamento dell'innovazione deve riguardare tutte le sue fasi, non solo quelle vicine al mercato, e avanzare nel mercato interno dell'innovazione con un quadro normativo adeguato, con politiche pubbliche che consentano alle imprese di mantenere o migliorare la loro competitività senza sottovalutare il ruolo dei giovani nel processo d’innovazione.

Inoltre per i rapporti tra il settore pubblico e quello privato, è necessario contribuire a migliorare l'innovazione del tessuto industriale e allo sviluppo delle aree di interesse per la ricerca, garantendo la partecipazione delle PMI.

Quanto agli aspetti sociali, le scienze sociali e umane sono fondamentali per approfondire le nuove sfide quali il terrorismo, i populismi, i flussi migratori o la disuguaglianza, e dovrebbero essere riconosciute in modo trasversale nel resto delle discipline scientifiche.

Infine, la sfida sociosanitaria richiede uno sforzo maggiore e una visione globale; sono necessarie risposte chiare ai cambiamenti demografici, alla cronicizzazione delle malattie, alla medicina di precisione o all'accesso alle tecnologie, rendendo sostenibili i sistemi sanitari e sociali. La salute pubblica, la prevenzione, la salute ambientale, la tecnologia, la digitalizzazione e il nesso tra salute e aspetti sociali devono essere inseriti in un quadro globale che fornisca una risposta efficace, integrale ed efficiente con le riforme necessarie al sistema sociale europeo.

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