COMMISSIONI PARLAMENTARI

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Ieri in Aula a Strasburgo abbiamo approvato la risoluzione, da me scritta e fortemente voluta, sulla creazione di un'ambiziosa strategia industriale per l'UE come priorità strategica per la crescita, l'occupazione e l'innovazione in Europa. Con la risoluzione ho voluto innanzitutto chiarire che qualsiasi prospettiva di crescita dell'economia e dell'occupazione e di innovazione non può prescindere da una profonda reindustrializzazione, riportando in loco la produzione che è un fattore chiave, anche affinché la "rivoluzione digitale" sia sostenibile e i benefici che ne derivano possano ricadere su tutti. Abbiamo chiesto alla Commissione di adottare misure di politica commerciale volte a disincentivare l'importazione di manifattura e servizi delocalizzati, accompagnandole con incentivi, da parte degli Stati membri, alla rilocalizzazione delle produzioni e al mantenimento in loco delle produzioni esistenti.

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La scorsa settimana in Commissione ITRE (Commissione per l’Industria, ricerca, energia e Telecomunicazioni) sono stati votati due report legati alla Ricerca e l’Innovazione nell’Unione europea: PRIMA: partecipazione dell'Unione al partenariato per la ricerca e l'innovazione nell'area del Mediterraneo : Con 180 milioni di persone ritenute "povere di risorse idriche", la regione mediterranea è generalmente caratterizzata da elevati livelli di stress idrico. La gestione non sostenibile dell'approvvigionamento idrico e dei sistemi alimentari nell’area del Mediterraneo è dovuta a una serie di fattori, tra cui l’instabilità politica, i cambiamenti climatici e la rapida crescita della popolazione. Una delle cause principali di questo fenomeno è l'assenza di un insieme di soluzioni innovative comuni che siano adattate alle realtà locali e facilmente trasferibili da una realtà all'altra. 

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Limiti nazionali agli inquinanti atmosferici - Nonostante i progressi raggiunti negli ultimi decenni, i livelli di inquinamento dell’aria nell’Unione Europea rimangono alti e continuano ad avere un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute. La Commissione Europea ha stimato che i costi della sanità legati all’inquinamento dell’aria vanno dai 390 ai 960 miliardi di euro all’anno. La direttiva proposta, che andrà a sostituire l’attuale normativa sui limiti di emissioni, pone come vincolante la riduzione di sei inquinanti atmosferici nel periodo 2020-2030. Verrà inoltre implementato il Protocollo di Goteborg, emendato nel 2012.

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Nella Comunicazione “Accelerating clean energy innovation”, si stabiliscono misure specifiche per migliorare il quadro normativo ed economico e per stimolare maggiori investimenti nell’innovazione in tecnologie energetiche pulite.  L’iniziativa prende spunto dallo European Strategic Energy Technology Plan (SET Plan) e include alcune priorità per l’integrazione della ricerca, dell’innovazione e della competitività. Le nuove priorità contribuiranno a riorientare una parte delle risorse di Horizon 2020 e a guidare il sostegno pubblico e gli investimenti privati nell’UE. 

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